Altro che parapiglia. E’ successo di tutto e di più. Soltanto poche ore dopo quell’Old Firm in Coppa di Scozia che ha fatto il giro del web, con invasione e maxi-rissa con fumogeni, nella notte oltreoceano in questo caso in Brasile ancora volta la cronaca sportiva sfocia in quella nera.
Attimi di grande concitazione nel finale di Cruzerio – Atletico Mineiro, due nobili istituzioni del calcio per club verdeoro che avrebbero dovuto dar spettacolo oltre che l’esempio. Invece lo spettacolo l’hanno dato, sì, ma deprecabile. Finalissima regionale del campionato paulista interrotta nel finale sul punteggio di 1-0 Cruzeiro, gara tra l’altro decisa fino a quel punto da una vecchia meteora in Italia soltanto assaporata a singhiozzi, quel Kaio Jorge conoscenza juventina e frusinate.
Un contatto tra Everson e Christian fa scatenare un parapiglia. Arrivano i compagni di squadra a farsi giustizia, a difendere ognuna la propria fazione. Scoppia la rissa, partono calci e calcioni. Si percepisce già dagli spalti come si stia andando palesemente oltre; e allora le panchine invadono ma non per pacificare o dividere, bensì per incrementare e rilanciare. Un vero e proprio tumulto: botte da orbi e pugni in faccia.
Sembra pugilato. Sarà costretta addirittura ad intervenire la polizia per dividere e sedare, con la maniere forti, gli animi. Il bollettino del direttore gara è da record: 23 espulsi. In Brasile supera le 22 espulsioni, pensate, del remoto 1954, quando fu battaglia al sangue tra Portuguesa e Botafogo. Una pagina di sport pietosa, quella scritta stanotte oltreoceano, destinata a restar inevitabilmente impressa nella storia del calcio brasiliano contemporaneo.

