FROSINONE – L’alba del giorno dopo, in Ciociaria, stavolta è meravigliosa. Perché a dispetto di qualche risultato che più che deludente chiaramente non poteva più bastare, quei mezzi passi falsi che avevano significato quanto e come il club avesse perso terreno nella corsa ai primi due posti, stavolta il Frosinone s’è rifatto sotto. Di gran potenza. Di gran carriera. E pure con squilli che di mediatico hanno significato tanto, tantissimo.
La città s’è svegliata forte e sorridente per mano del tre a zero, netto ed inappellabile, ad una nobile decaduta del nostro calcio. La Sampdoria, in piena crisi e di nuovo in acque torbidissime, tant’è che quel tris incassato ieri allo Stirpe ha significato a Genova ancora cambio di rotta in panchina, con l’esonero della coppia Foto-Gregucci.
Fiori, Raimondo e Corrado. S’è rivisto il miglior Frosinone, bello e spumeggiante, armonico ma al contempo freddo e letale in transizione. Ma soprattutto, quella di ieri era un’opportunità da cogliere al volo per la concomitante sconfitta del Monza: adesso giallazzurri di nuovo a due sole lunghezze dalla promozione diretta. Adesso Cesena, Bari e Suditor: i motori vanno definitivamente riaccesi per trovarsi alla sosta in forte posizione da Serie A. Sogno per cui concorrono in quattro: ok, il Venezia non perde un colpo, ma dietro i ciociari c’è pure il Palermo. Quattro per due posti, la corsa all’oro è appena cominciata.

