BERGAMO – Non erano queste le notti bergamasche a cui evidentemente Gianluca Scamacca alludesse. Riflettori, sì, ma tutte sul Bayern Monaco. Probabilmente la potenza europea più forte al momento del Vecchio Continente. Tra le nobili istituzioni e favoritissime alla vittoria finale dell’edizione di Champions 25/26, senz’altro quella più splendente, in questo momento. Formidabile, “ingiocabile”, letteralmente. Stato di forma impressionante: gli riesce tutto, e l’uragano bavarese s’è abbattuto sull’Atalanta. E no, non ci riferiamo ad Harry Kane, perché stanotte Kompany non ha avuto nemmeno bisogno di capitan Tre Leoni per scaraventar e spazzar via la povera Dea. Un Bayern che rasenta la perfezione: esteticamente ed espressivamente meraviglioso, sì, ma pur terribilmente spietato. E nella notte manifesto ci va di mezzo Palladino: tre a zero dopo venti minuti, sei a uno risultato finale, con bandiera Pasalic solo nel finale. A segno Gnabry, Jackson, Musiala dopo Stanislic in apertura e doppio gioiello Olise: punteggio tennistico al Gewiss. Il Bayern manda messaggio forte e chiaro al resto d’Europa, accompagnato da ogni numero record che descrive e decanta ogni settimana in Bundes; il manifesto che emana la Dea è invece quello del calcio italiano, fallimentare a livello di club in questa Champions. L’unica superstite, spazzata via così. Sugli altri campi solo rigore Yamal salva il Barcellona nella bolgia di Newcastle (1-1), stesso bolgia in cui perisce quel Liverpool ad Istanbul dove però ha perso una guerra sì ma ancora non la battaglia (1-0 Lemina, ma ritorno ad Anfield). Pokerissimo del Cholo Simeone sulle disastrose rovine del Tottenham di Tudor, 5-2, ad un passo dall’esonero a Londra nord dopo sole quattro fatiscenti gare in sella. Domani PSG-Chelsea ma soprattutto Real Madrid – Manchester City: allacciarsi le cinture e leccarsi i baffi.


