CIVITAVECCHIA – Si chiamava Azerina la vittima della terrificante tragedia del martedì a via Bramante che ha lasciato sgomenta ed attonita la comunità civitavecchiese. Azerina Bajrektarevic, una ragazza bosniaca di 42 anni.
Una vita spezzata da quel terribile incendio su cui si indaga ancora sulle potenziali cause. Azerina viveva da anni in Italia ed era curata e seguita dalla Comunità di Sant’Egidio. Condivideva l’appartamento al secondo piano della palazzina al civico 3 di via Bramante con un’altra ragazza che in questi giorni era fuori, in cura a Roma.
Il vicinato conferma d’averla vista passeggiare prima dell’ora di pranzo, persona introversa ma sorridente e con una gran voglia di rinascita sostenuta dalla Comunità: nessuno poteva immaginare sarebbe stata l’ultima passeggiata. Sarà proprio con ogni probabilità la Comunità di Sant’Egidio ad occuparsi dei funerali.
Secondo le prime ricostruzioni, non è da escludere che quando sia divampato l’incendio, sia provata a scappare per poi rientrar a salvar oggetti più importanti: a quel punto proprio il fumo gli avrebbe immediatamente invaso la respirazione, lasciandola svenire sul colpo prima di crollar tra le fiamme.

