Lazio – Domenica col Milan rientra la Curva Nord: “Ultimo atto d’amore”
Sport
11 Marzo 2026
Lazio – Domenica col Milan rientra la Curva Nord: “Ultimo atto d’amore”

ROMA – Ci eravamo lasciati con le immagini spettrali di un Olimpico deserto non tanto ancora per il Monday Night col Sassuolo, bensì soprattutto mercoledì scorso in semifinale di Coppa Italia quando nonostante importanza e prestigio dell’evento il tifo organizzato della Lazio aveva deciso di mantenere il punto, far sforzi sentimentali e proseguir la propria contestazione, disertando ancora lo stadio. “Estremo atto d’amore” recitava lo striscione prima della partenza da Ponte Milvio all’esterno della Curva Nord. Stavolta si passa ad “Ultimo Atto d’Amore”. E’ questo lo slogan con cui il tifo organizzato biancoceleste presenta la decisione di tornare, evidentemente per un’ultima volta prima della fine della stagione, a supportare la squadra ripopolando gli spalti dell’Olimpico. Ufficiale, col Milan rientrerà dunque la Curva. Ma sarà l’ultima volte, per l’appunto. Prima di lasciar spazio e gran voce ancora a silenzi, quei silenzi assordanti: “NOI PADRI, FIGLI CUSTODI DI ‘QUELLA’ STORIA – inizia così, con un titolo a caratteri cubitali, il comunicato diramato sui social dai Gruppi del Tifo Organizzato biancoceleste – La storia della S.S. Lazio la facciamo noi tifosi, quella cazzo di storia, la fa chi ama questi colori in maniera incondizionata, senza interessi, senza convenienza. La storia della S.S. Lazio, quella cazzo di storia, l’ha fatta il Presidente Fortunato Ballerini che decise di tramutare il terreno di gioco dello stadio della Rondinella in un grande ‘orto di guerra’ per aiutare i romani durante il periodo della prima guerra mondiale.La storia della S.S. Lazio, quella cazzo di storia, l’ha fatta il Generale Vaccaro che rifiutò una fusione nel rispetto di un qualcosa che nacque puro e che cosi è rimasto per 126 anni. La storia della S.S. Lazio, quella cazzo di storia, l’hanno fatta quei pazzi che nel 1974 guidati da un immenso Maestrelli portarono la prima squadra della Capitale a primeggiare e vincere il nostro primo scudetto contro lo strapotere dei signori del calcio del nord. La storia della S.S. Lazio, quella cazzo di storia, l’ha fatta Eugenio Fascetti che insieme ai suoi ragazzi decise di restare, solo ed esclusivamente per amore, al comando di un gruppo che salvò le sorti di una società che si voleva far sparire. La storia della S.S. Lazio, quella cazzo di storia, l’ha fatta Sergio Cragnotti il Presidente che ha realizzato i sogni di un popolo che è rimasto dritto in piedi sugli spalti nonostante mille burrasche portandoci sulle vette più alte d’Italia e d’Europa. La storia della S.S. Lazio, quella cazzo di storia, l’hanno fatta Vincenzo Paparelli morto sugli spalti della sua Curva Nord e Gabriele Sandri ucciso per mano di un boia, entrambi legati dall’amore smisurato per la nostra Lazio. La storia della S.S. Lazio, quella cazzo di storia, siamo noi che ogni maledetta domenica la seguiamo, la sosteniamo, la amiamo come il nostro unico motivo di vita. Solo un uomo avido dal cuore arido non può capire la storia ed i sentimenti che animano questo popolo e, per questo motivo, non possiamo far altro che lasciarlo solo, ma prima di congedarci abbiamo deciso di dedicarci un ultimo atto di amore per questa stagione sportiva, ed invitiamo tutti i nostri fratelli Laziali ed entrare e riempire tutto l’Olimpico in ogni suo settore per la partita Lazio – Milan di domenica 15. Regaliamoci l’ultimo spettacolo coreografico, facciamo sentire il nostro calore alla squadra ed al mister, continuiamo a far sentire il nostro dissenso e poi, per le sole partite casalinghe, non entreremo più fino a fine campionato. È una decisione molto dolorosa, che per la prima volta ci vedrà lontani da quegli spalti che sono la nostra casa ma riteniamo che questo sia l’unico modo per far comprendere a questa dirigenza che non saremo complici dei loro fallimenti. PER LA LAZIO, PER I LAZIALI, PER LA NOSTRA STORIA!I Gruppi del Tifo Organizzato”.