Delusione Premier – Tra Valverde e cinquine, Caporetto britannica in Champions League
Sport
12 Marzo 2026
Delusione Premier – Tra Valverde e cinquine, Caporetto britannica in Champions League

LONDRA – All’inizio fu grande e palese egemonia. Superiorità manifesta. Perché portar cinque realtà su trentasei tra le prime otto significa spiegar all’Europa calcistica perché la Premier resta assoluta NBA del calcio contemporaneo. E non poteva esser altrimenti. Ma se c’è un aspetto che invece salta all’occhio ammirando e digerendo i risultati delle gare d’andata degli ottavi di Champions, non si può non notar quanto e come i risultati delle regine britanniche siano stati assolutamente deludenti. Alcuni, tra l’altro, anche umilianti.

 

Fin qui dunque gli ottavi una Caporetto per le britanniche. A partire dal Manchester City che negli anni più straordinari del decennio guardiolano non sarebbe mai capitolato così, al Bernabeu. Invece a spazzar via gli inglesi c’ha pensato l’uragano Valverde, tripletta in mezzora, per incanalar definitivamente un ottavo che spira sempre più Real. Nemmeno il bel finale può bastar, specialmente in un duello che per anni e anni ha dipinto forse la sfida tra le due realtà più forti d’Europa, quella più attesa. Una banco di prova dell’altra: se superata, pronti per la laurea. Stavolta invece s’è palesata alla lunga la superiorità dei Blancos: il Man City è ancora in ricostruzione, ecco perché tra l’altro insegue pure in Premier.

 

Al capitombolo del Manchester City sono susseguite poi le cinquine, letteralmente, per Chelsea e Tottenham. Per i Blues bell’ora a Parigi, prima del disastro: doppio Kvara e ripartenze letali incassate sul più bello, spazi lunghe e grosse frittate difensive, 5-2 PSG ed altro ottavo decisamente incanalato verso la rivincita della finalissima del Mondiale per Club. E’ riuscito a far peggio, fino ad imbarazzar l’Europa ed impallidir Madrid, il Tottenham di Tudor o quel che ne resta: 4-0 dopo venti minuti, cambio in porta dopo un quarto d’ora, altra manita e sempre 5-2 in questo caso tutta Colchoneros. Doppia sberla dalla capitale spagnola e quella britannica.

 

L’unica realtà che nel confronto con la Liga ha tenuto altissima la bandiera dei Tre Leoni è stata Newcastle. Una città che quando arriva Barcellona sa sempre trasformarsi, letteralmente. Da Asprilla degli anni novanta al poker di tre anni fa. Ed anche stavolta, i giovani di Flick alla lunga sembravano aver pagato fattore ambientale: Toon Army una bolgia, Barnes per quello che sembrava l1-0 finale. Invece no, beffa e doccia gelata: Yamal pareggerà dal dischetto all’ultimo respiro rispostando alla luce di un ritorno in Catalogna i pronostici tutti in direzione di bussola blaugrana.

 

Coi Gunners salvati da un rigore generoso a Leverkusen non ha vinto nessuna. Ma proprio nessuna, delle sei impegnate tra l’altro senza alcun derby negli otto incontro. Anche il Liverpool è caduto in un’altra bolgia, quella di Istanbul. Caduto ma non crollato: già, Slot ha perso una battaglia ma non la guerra, e con un ritorno ad Anfield ancora da giocare tutto può chiaramente cambiare e ribaltarsi. Occhio alle rimonte. Gli inglesi, nel calcio, hanno comunque sette vite. Specialmente con quasi tutti i ritorni da giocarsi a casa loro. Proibitive le missioni di Man City e Chelsea, ma plausibili quelle di Liverpool e soprattutto chiaramente Arsenal. Insomma, non è ancor tempo di far funerali. Ma fin qui, grossa delusione.