Giallo in via Bramante: due incendi in 24 ore. Azerina è morta per un tragico errore o c’è un’ombra più scura?
Cronaca
12 Marzo 2026
Giallo in via Bramante: due incendi in 24 ore. Azerina è morta per un tragico errore o c’è un’ombra più scura?

Dopo il decesso della 41enne rifugiata bosniaca, un nuovo rogo nella notte squarcia il silenzio dell’appartamento sotto sequestro. Indagini a tutto campo

CIVITAVECCHIA – Non c’è pace per Azerina Bajrektarevic. Mentre la Procura cerca di capire se la donna sia morta nel tentativo eroico di salvare i vicini o per l’istinto di recuperare i suoi pochi ricordi, via Bramante torna a bruciare. Il secondo incendio, divampato intorno alle 22:30 di ieri nello stesso appartamento della tragedia, cambia tutto.

Il rumore dei vetri rotti. Un testimone è stato chiaro: prima del fumo, ha sentito il fragore di vetri infranti. Un dettaglio che stride con l’ipotesi di un focolaio residuo e che apre lo scenario di un’intrusione esterna. Chi è entrato in una casa sigillata dalla magistratura? E perché dare di nuovo fuoco a stanze già devastate?

Il ritratto di Azerina – una donna sensibile, seguita da Sant’Egidio e dai medici della salute mentale – si scontra ora con questo nuovo “mistero di via Bramante”. La sua morte, inizialmente archiviata come un tragico incidente domestico, potrebbe nascondere risvolti più inquietanti.