INDIAN WELLS – Era nell’aria, forse. Ma in tanti stentavano effettivamente credere che scenari del genere potessero davvero prender vita e realizzarsi. Di indizi ne sussistevano, ormai da giorni, da notte oltreoceano. Alla fine, però, s’è tutto materializzato: arriva la prima vittima illustre.
Parliamo naturalmente di Indian Wells, primo atto del Sunshine Double e Masters 1000 californiano che fin qui aveva decantato tanta, tanta fatica, per le grandi star. Che pur per passare i primi turni, avevano sofferto tanto avversari meno favoriti ma che con coraggio sognavano il colpo della vita: far fuori le stelle e centrare copertine, far breccia e salto di qualità tra i più grandi.
Piccole matricole e favole, piccoli Davide che sognavano di battere Golia. Alla fine, dopo tanti indizi, è fioccata per l’appunto la prova. E la prima grande vittima. Non che Draper sia l’ultimo arrivato, assolutamente, ma senz’altro con uno come Djokovic non partiva mai favorito.
Ed invece l’alba del giovedì a stelle e strisce ha descritto la clamorosa eliminazione dell’eterno Nole, nonostante quella carta d’identità sembra proprio non sappia cosa possa esser o significare, meravigliosamente. Esce da Indian Wells il finalista di Melbourne, tra colpi spettacolari che non hanno fatto altro che deliziare il pubblico californiano. Dopo un doppio 6-4 a testa, il terzo decisivo set finisce come la gente desiderasse: al tiebreak. 7-6 per il britannico, copertine Draper, Djokovic eliminato.
Sorride di conseguenza Carlos Alcaraz, che perde dalla parte del suo tabellone l’avversario più ostico, più eterno, che può sempre riservare colpi di coda al tramonto di una carriera che di chiudere i suoi battenti proprio non ne vuol sapere. Per Alcaraz un cammino più agevole, dunque. Ma occhio, in quest’Indian Wells, come abbiamo visto, può succedere tutto ed il contrario di tutto.

