ROMA – Le aggressioni contro medici e operatori sanitari all’ospedale pediatrico Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma sono raddoppiate negli ultimi anni. A denunciarlo è lo stesso istituto, che alla vigilia della Giornata nazionale contro la violenza nei confronti del personale sanitario diffonde dati che fotografano un fenomeno sempre più preoccupante.
Secondo quanto reso noto dall’ospedale, gli episodi registrati sono passati dai 28 del 2021 ai 64 del 2025. Si tratta di aggressioni sia verbali sia fisiche che coinvolgono medici, infermieri e altri operatori impegnati quotidianamente nell’assistenza ai piccoli pazienti.
Il problema non riguarda solo la struttura romana ma l’intero sistema sanitario. A livello nazionale, infatti, nel 2024 sono stati segnalati circa 18mila episodi di violenza ai danni di personale sanitario e socio-sanitario.
Per richiamare l’attenzione sul tema l’ospedale ha avviato la campagna “Il rispetto è la prima cura”, con un messaggio simbolico affidato proprio ai bambini. Protagonisti dell’iniziativa sono due piccoli pazienti, Aurora e Alessandro, di 11 e 10 anni, che indossano il camice da dottoressa e da infermiere per ricordare agli adulti quanto siano importanti educazione e rispetto nei confronti di chi lavora in ospedale. Attraverso video e contenuti diffusi negli spazi della struttura e sui canali digitali, i due bambini spiegano con parole semplici che il rispetto verso il personale sanitario fa parte integrante del percorso di cura.
L’iniziativa è accompagnata anche da un vademecum con alcune regole di comportamento rivolte soprattutto a chi si reca al pronto soccorso. Tra le indicazioni principali ci sono l’invito ad attendere con pazienza il proprio turno, a non alzare la voce per non spaventare i bambini e a fidarsi delle valutazioni dei medici, oltre al rispetto degli spazi comuni e delle regole dell’ospedale.
Secondo il Bambino Gesù, infatti, episodi di aggressività e tensione possono incidere negativamente anche sulla qualità dell’assistenza. Un clima sereno per medici, infermieri e operatori è considerato fondamentale per garantire cure efficaci ai pazienti.
Parallelamente la struttura continua a investire anche nei servizi di supporto alle famiglie. Ogni anno circa 4.500 nuclei provenienti da altre regioni o dall’estero ricevono ospitalità gratuita durante il periodo di cura dei figli. Per i bambini ricoverati è inoltre attiva la scuola in ospedale, che permette di proseguire il percorso scolastico anche durante la degenza. Sono disponibili infine diversi strumenti di ascolto per genitori e caregiver, come questionari di soddisfazione, il servizio Speak-up e canali dedicati a reclami e suggerimenti, con l’obiettivo di migliorare costantemente i servizi e rafforzare la collaborazione tra famiglie e personale sanitario.

