Viterbo Clean Up, la sindaca Frontini sconfessa gli uffici: “Quella diffida è irricevibile e non rappresenta l’amministrazione. Volontari, non fermatevi”
Cronaca
12 Marzo 2026
Viterbo Clean Up, la sindaca Frontini sconfessa gli uffici: “Quella diffida è irricevibile e non rappresenta l’amministrazione. Volontari, non fermatevi”
La prima cittadina interviene a gamba tesa sul caso che ha portato alla sospensione delle attività dell'associazione: "L'attivismo civico è un dono inestimabile, spesso sopperisce dove il pubblico non arriva. Ho espresso la mia vicinanza al presidente Rocchi"

di Diego Galli

VITERBO – Il caso Viterbo Clean Up scuote le stanze di Palazzo dei Priori. Dopo l’amarezza, lo stop alle attività e le polemiche sollevate dalla diffida inviata ai volontari dagli uffici comunali, a scendere in campo è direttamente la sindaca Chiara Frontini. E lo fa con parole inequivocabili, prendendo nettamente le distanze dal provvedimento firmato dal Settore Ambiente e schierandosi dalla parte dei cittadini.

Il passo indietro: dal decoro alla burocrazia

Per comprendere la portata dell’intervento della prima cittadina, bisogna riavvolgere il nastro di qualche giorno. I volontari dell’associazione, attiva da 11 anni sul territorio, avevano recentemente ripulito dal degrado e dalle erbacce l’area antistante il centralissimo Palazzo di Vico. Un’azione di puro civismo che però si era scontrata con il muro della burocrazia: dal Comune era partita una diffida formale per assenza di autorizzazioni preventive, intimando lo stop alle attività. Una “doccia fredda” che aveva spinto Viterbo Clean Up ad annunciare, con un post odierno e con grande rammarico, la sospensione degli interventi nel capoluogo.

L’ira della sindaca: “Quel documento non ci rappresenta”

Sempre oggi, però, arriva il colpo di scena. Chiara Frontini non usa mezzi termini e sconfessa apertamente l’operato tecnico dei propri uffici: «Rispetto alla nota di diffida pervenuta ai ragazzi di Viterbo Clean Up da parte di un dirigente dell’amministrazione comunale, ci tengo a condividere la mia posizione – ha dichiarato la sindaca –. Quel documento NON RAPPRESENTA questa amministrazione, che con tutti i suoi limiti ha sempre ritenuto e ritiene che l’attivismo civico sia un dono inestimabile».

Un messaggio forte, che riconosce non solo il valore del volontariato, ma anche le carenze oggettive della macchina comunale: un’ammissione di umiltà rara da parte di un’amministrazione. I volontari, sottolinea Frontini, dedicano il loro tempo a rendere Viterbo migliore, «a volte sopperendo là dove il pubblico servizio non arriva».

“Un approccio irricevibile” e l’appello a non fermarsi

Pur non negando che ci siano potute essere delle ingenuità procedurali da parte dell’associazione (che nel suo comunicato aveva onestamente fatto un mea culpa), la prima cittadina condanna il tono e la sostanza del provvedimento burocratico: «Anche in presenza di mancanze da parte dei volontari, non è questo il modo, a mio avviso irricevibile, di approcciarsi a dei cittadini».

Il gelo calato tra l’associazione e l’ente sembra dunque destinato a sciogliersi grazie all’intervento politico. La sindaca ha infatti già avviato i contatti per ricucire lo strappo: «Ho avuto cura di far pervenire la mia vicinanza al Presidente Fabrizio Rocchi e, per suo tramite, a tutti gli attivisti».

Infine, l’appello accorato a riprendere in mano guanti e sacchi per il bene di Viterbo: «Auspico che si ritornerà sulla decisione di sospendere gli interventi sulla città, sarebbe una perdita per tutti noi e, personalmente, mi dispiacerebbe molto».