Manuela Cacciamani, ad di Cinecittà, replica a La Repubblica: “Notizie false, nessuna iscrizione nel registro degli indagati”
Politica
13 Marzo 2026
Manuela Cacciamani, ad di Cinecittà, replica a La Repubblica: “Notizie false, nessuna iscrizione nel registro degli indagati”

ROMA – Dopo la bufera mediatica che l’ha travolta, Manuela Cacciamani interviene per dare la sua versione.

“In relazione agli articoli apparsi su ‘la Repubblica’ nei giorni 11 e 12 marzo (rispettivamente ‘Tax credit, nuovo blitz a Cinecittà, indagata la manager scelta da FdI’ e ‘Cinecittà, bufera su Cacciamani), nei quali sono stata più volte qualificata come indagata per truffa, desidero precisare quanto segue. A seguito delle verifiche che ho effettuato presso la Procura della Repubblica di Roma, non risulta alcuna iscrizione nel registro degli indagati a mio carico. La notizia diffusa da la Repubblica, peraltro presentata come certa e mai in forma dubitativa, si è rivelata priva di qualunque riscontro e quindi destituita di ogni fondamento”.

Così in una nota Manuela Cacciamani, ad di Cinecittà.”L’unica iscrizione che mi riguarda è relativa a una contravvenzione amministrativa connessa – nella mia qualità di amministratore delegato di Cinecittà S.p.A. – a un’oblazione in materia di sicurezza di alcuni uffici (a soffitto basso), situazione che ho immediatamente avviato a regolarizzazione e che, peraltro, ho ereditato dalla precedente governance”.

A dimostrazione di quanto precede -prosegue- ho ottenuto apposita certificazione ufficiale attestante l’assenza di indagini a mio carico, che ho già provveduto a trasmettere alla redazione di la Repubblica. Resto convinta che la libertà di stampa rappresenti un valore costituzionale fondamentale per qualunque democrazia. Proprio per questo ritengo che essa debba sempre accompagnarsi alla massima responsabilità nella verifica dei fatti, soprattutto quando vengono attribuite circostanze specifiche che incidono in modo così grave sulla reputazione di una persona”.

“Il danno prodotto da una notizia priva di fondamento non riguarda soltanto la mia persona – conclude –  ma coinvolge inevitabilmente la mia famiglia e i dipendenti di Cinecittà, che ogni giorno lavorano con professionalità per il rilancio e lo sviluppo di una delle realtà più importanti dell’industria culturale italiana.Confermo in ogni caso la mia piena trasparenza e la massima collaborazione nei confronti di qualunque Autorità. Per tutelare la mia persona e la mia reputazione ho dato mandato ai miei legali di intraprendere ogni iniziativa e azione ritenuta opportuna nelle sedi competenti nei confronti de la Repubblica e degli autori degli articoli citati”.