Viterbo – Pums, il gioco d’anticipo di Frontini: “Nessuna chiusura senza servizi”. Ma la rotta è tracciata (VIDEO)
Cronaca
13 Marzo 2026
Viterbo – Pums, il gioco d’anticipo di Frontini: “Nessuna chiusura senza servizi”. Ma la rotta è tracciata (VIDEO)
Sembra ormai evidente che, se l'amministrazione proseguirà il suo corso, prima o poi giungerà una pedonalizzazione importante del centro storico: giusto o sbagliato? Ai posteri l'ardua sentenza

VITERBO – Negli ultimi giorni a Viterbo si è sollevato un polverone mediatico che ha trasformato il Pums in un vero e proprio spauracchio, costringendo la sindaca Chiara Frontini a un intervento social che somiglia a una complessa operazione di equilibrismo politico. Se da un lato la prima cittadina corre ai ripari per spegnere l’allarme immediato, dall’altro non nasconde affatto che la direzione di marcia dell’amministrazione resti quella di un centro storico liberato dalle auto, seppur con tempi e modi ben diversi da quelli temuti. “Non è intenzione di questa amministrazione chiudere il centro storico”, chiarisce subito la sindaca, ma è quel “non ora” che si legge tra le righe a tracciare il vero destino della città. Frontini, infatti, non smentisce il progetto, ma ne ridisegna la cronologia, spiegando che la pedonalizzazione non può essere un atto d’imperio, bensì l’ultimo tassello di una serie di obiettivi strutturali che vengono prima.

Il ragionamento della sindaca è chiaro: la chiusura del cuore antico non è un punto di partenza, ma la conseguenza naturale di una città che torna a funzionare. “Il primo obiettivo è portare i servizi all’interno del centro storico, riportare gli uffici”, sottolinea nel video, annunciando che questo processo inizierà concretamente “all’ex tribunale di Piazza Fontana Grande nei prossimi mesi”. È questa la prima tappa della sua tabella di marcia: ripopolare il centro di funzioni e persone prima di limitarne l’accesso. Ma la visione di Frontini non si ferma agli uffici e tocca il tasto dolente dei trasporti e della sosta, pre-condizioni essenziali per ogni futura scelta green. Cita infatti la “ripatrimonializzazione di Francigena” che ha permesso “l’acquisto di nuovi autobus” e l’impegno costante per “migliorare il sistema dei parcheggi, a ridosso e più lontani rispetto alle mura, incentivare i servizi ai residenti e lo spazio dedicato alle proprie auto”.

Solo quando queste fondamenta saranno solide, la “chiusura” smetterà di essere un tabù per diventare un’opzione sul tavolo. Quella frase finale, “una volta raggiunti questi obiettivi, allora poi si potrà iniziare a ragionare”, è il vero manifesto della sua strategia: la pedonalizzazione resta l’orizzonte finale, ma la strada per arrivarci passa obbligatoriamente per uffici aperti, bus puntuali e parcheggi certi. La sindaca non ha quindi rinunciato al sogno di un centro pedonale, ma ha scelto di congelarlo politicamente per trasformarlo in un patto con la cittadinanza: i varchi resteranno aperti finché l’amministrazione non avrà dimostrato di saper offrire alternative concrete. In questo gioco di tempi, il video mette una pezza alle polemiche di oggi, ma conferma che la visione per la Viterbo di domani resta, pur con estrema prudenza, quella disegnata sulla carta dei tecnici.