Violenza sessuale e pedopornografia su figlia e nipotini, arrestati madre e compagno
Cronaca
14 Marzo 2026
Violenza sessuale e pedopornografia su figlia e nipotini, arrestati madre e compagno

Le foto e i video trovati in pc e smartphone non lasciano dubbi. I due nipotini costretti anche a attenzioni sessuali dalla zia

ROMA – Pedopornografia su minori a Roma e Treviso. I carabinieri del Nucleo Investigativo del comando provinciale di Roma hanno dato esecuzione a un’ordinanza, emessa dal Gip del Tribunale di Roma, che dispone la misura della custodia cautelare in carcere, nei confronti di una donna e di un uomo, di 52 e 48 anni, gravemente indiziati di violenza sessuale nei confronti di minori, pornografia minorile, detenzione e accesso a materiale pornografico.

A far scattare le manette per i due, la denuncia sporta dal papà di una ragazzina minorenne, a seguito di uno scambio di materiale pedopornografico tra i due indagati. In particolare, il papà riferiva che la figlia, mentre si trovava a Treviso a casa della madre, sua ex compagna, notava all’interno di un personal computer di proprietà di quest’ultima una chat intercorsa tra lei e un uomo, con il quale la donna avrebbe una relazione, in cui venivano scambiate foto e messaggi a sfondo sessuale ritraenti minori, tra cui la stessa figlia e i suoi due cuginetti di 5 e 8 anni.

L’attività investigativa ha consentito di raccogliere un solido quadro probatorio, formato da testimonianze, audizione protetta della minore, nonché da materiale informatico sequestrato nel corso di perquisizioni eseguite tra Treviso e Roma presso le abitazioni degli indagati.

L’analisi del contenuto delle copie forensi dei dispositivi informatici oggetto di sequestro, tra cui telefoni cellulari, pc portatili, tablet e altri dispositivi, ha permesso di rafforzare ulteriormente l’ipotesi accusatoria consentendo di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico dei due indagati, data l’elevatissima mole di foto e video dal contenuto sessualmente esplicito. In particolare, nelle chat intercorse tra gli indagati, venivano rilevati contenuti di natura pedopornografica incentrati su commenti scambiati tra i due, con riferimento alle foto ritraenti i minori nelle zone intime del corpo.

Le immagini pedopornografiche scambiate tra i due venivano quindi seguite da commenti in relazione alle sensazioni provate nello scambio delle foto stesse, esprimendo tra loro pulsioni di natura “inequivocabilmente” pedopornografica.

Inoltre, nelle medesime chat venivano rinvenuti ulteriori commenti che fanno ipotizzare che i nipoti della donna indagata siano stati costretti a subire attenzioni di natura sessuale dalla zia, concretizzatisi in ripetuti toccamenti nelle zone genitali contemporaneamente videoregistrati, commentati poi con l’uomo indagato, con chiaro sfondo di natura sessuale e pedofilia. Nel corso della medesima analisi, sono stati rinvenuti sul dispositivo cellulare in uso all’uomo indagato numerose immagini a contenuto pedopornografico ritraenti giovani minori degli anni 18, in pose sessualmente esplicite e con organi genitali e parti intime in mostra.