VITERBO – Una mattinata di mobilitazione in Piazza del Comune per Fratelli d’Italia Viterbo, che oggi è scesa in strada con un gazebo informativo in vista del referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo 2026. Sotto lo slogan della campagna nazionale “Chi sbaglia paga”, i rappresentanti locali del partito di Giorgia Meloni hanno incontrato i cittadini per spiegare le ragioni di un voto che definiscono “storico”.
Un fronte compatto per il “Sì”
All’appuntamento non sono voluti mancare i vertici locali e i rappresentanti istituzionali del partito. Oltre a Laura Allegrini (capogruppo FdI in consiglio comunale) e Luigi Maria Buzzi (coordinatore del circolo di Viterbo), erano presenti i consiglieri comunali Matteo Achilli e Pietro Amodio, l’ex consigliere Antonio Scardozzi, il Coordinatore dipartimento turismo regione Lazio per FdI Marco De Carolis e Marco Morbidelli, responsabile del Dipartimento Centro storico e Commercio di FdI Viterbo, insieme a numerosi militanti e simpatizzanti.
Buzzi: “Nessuno sia più immune dalle proprie azioni”
Il coordinatore del circolo, Luigi Maria Buzzi, ha evidenziato la capillarità dell’iniziativa: “Stiamo facendo una serie di gazebo in tutta la provincia per sensibilizzare le persone a questo referendum che riteniamo importante e fondamentale. Bisogna votare sì affinché tutti paghino: dobbiamo fare in modo che non ci sia nessuno in Italia che non risponda delle proprie azioni. È un elemento fondamentale della riforma che stiamo promuovendo in tutta Italia come Fratelli d’Italia e con tutte le forze del centrodestra, ma non solo: ci sono anche parti della sinistra e della magistratura che sostengono questa battaglia”.
Allegrini: “Una battaglia di democrazia e terzietà”
Dello stesso tenore l’intervento di Laura Allegrini, che ha sottolineato la natura trasversale della riforma proposta: “Questa è una battaglia di democrazia e di civiltà, oltre che una sfida trasversale che in passato è stata condivisa anche da illustri esponenti della sinistra, come lo stesso Massimo D’Alema. Non deve avere un senso politico di parte, anche se la sinistra ha cercato di darglielo. La riforma punta al raggiungimento di una reale terzietà del giudice e, soprattutto, a liberare il sistema dalle correnti in seno al CSM, un fatto grave confermato anche dalle cronache giudiziarie degli anni scorsi. È un obiettivo di libertà condiviso da gran parte dell’avvocatura e della magistratura stessa”.
Il countdown verso le urne
Come riportato anche dalla locandina dell’evento, l’obiettivo dichiarato è mettere fine a “impunità, giochi di potere e magistratura politicizzata”. L’appello lanciato da Piazza del Comune è rivolto a tutti i cittadini di “buon senso” affinché partecipino al voto del 22 e 23 marzo per garantire una giustizia più rapida, efficace e, soprattutto, uguale per tutti.

