Editoriale Sei Nazioni – Progresso e storia Italrugby, sì, ma soffocanti rimpianti: quando ripasserà quel treno?
Sport
16 Marzo 2026
Editoriale Sei Nazioni – Progresso e storia Italrugby, sì, ma soffocanti rimpianti: quando ripasserà quel treno?

ROMA – Sono tanti gli stati d’animo che pervadono la nazionale di rugby italiana e tutto il popolo dei suoi sostenitori, amante del movimento azzurro. Se da una parte pervade l’orgoglio per imprese che sono diventate pagine di libri di storia più uniche che rare come il successo all’Olimpico con l’Inghilterra che ha fatto il giro del mondo, nelle ultime ore l’Italrugby di Quesada e tutto l’ambiente cercano di digerire nella maniera giusta quanto accaduto a Cardiff. Di dargli un taglio, di definirne una lettura, di assimilar quanto accaduto per tirar bilanci e riassaporar tutto, con maggiore lucidità. In queste ore, l’emozione pervade. Ancora a caldo. Senza prenderci in giro o girarci intorno, la delusione è tanta. A tratti cocente. 31-17 in casa del Galles fanalino e cucchiaio di legno. Quello che è difficile è contestar gli eroi di non aver approcciato bene la gara; persino con quel pizzico di presunzione che a questi livelli, proprio per onorar la nostra storia, non puoi proprio permetterti. L’Italia ha preso acquazzone e grandine in Galles, uscendo dall’ultima partita del Sei Nazioni troppo presto: le mete, tante, arrivano quando era ormai troppo tardi e non fanno altro che strozzar ancor più considerazioni e rimpianti. 21-0 all’intervallo lungo: ripetiamo, difficile da digerireTre mete valide, quelle di Garbisi / Allan / Di Bartolomeo, che non fanno altro che logorare fegati azzurri. Le qualità erano tutte lì, stavolta. Per un’occasione che forse per anni e anni non capiterà più. Quella di scrivere il Sei Nazioni azzurro migliore di sempre e per una volta chiudere in attivo il bilancio tra vittorie e successi. Invece si chiude con due vittorie e tre sconfitte. L’Italia chiude comunque al quarto posto l’edizione 2026, davanti al clamoroso fallimento inglese e proprio il Galles, cucchiaio di legno. Il che amplifica ancor più la parola rimpianti. Un’occasione del genere non ricapiterà agevolmente. In casa dell’ultima, la possibilità di batterne tre su cinque, evento mai capitato nella storia del Sei Nazioni. Avremmo chiuso il Sei Nazioni migliore di sempre, così non sarà. Non sarà stato. E chissà quando avverrà. Quesada ha valorizzato il lavoro di Crowley e la strada è sempre stata quella giusta, ma era adesso il momento di raccogliere. Orgoglio e storia, sì, ma epilogo soffocante.