“Sindaco e Giunta impugnino gli atti: la tutela di Civitavecchia non è negoziabile”
CIVITAVECCHIA – Bene ha fatto la Regione Lazio a respingere al mittente la proroga di Città Metropolitana di Roma, concessa alla Soc. Ambientyta. Il Sindaco ancora una volta ha taciuto la verità alla città e al Consiglio comunale per diversi mesi per quale motivo? Perché durante tutte le manifestazioni a cui ha partecipato sindaco assessore all’ambiente e altri consiglieri di maggioranza questa cosa è stata sottaciuta? Forse perché Piendibene ha stretto un qualche accordo con Gualtieri e quindi anziché fare gli interessi della città meglio fare spallucce con umana rassegnazione. Faccia “senza se e senza ma” la diffida ufficiale ad Ambyenta-Lamer, per titoli decaduti e violazioni gravi che non possono più essere nascosti alla cittadinanza o messi sotto il tappeto. Ancora una volta l’azione politica del centrodestra regionale con il diniego alla proroga fatto recapitare al comune di Civitavecchia nella scorsa estate ha rimarcato la chiara ed inequivocabile volontà politica sull’intera vicenda così come lo fece la Giunta Tedesco unitamente al consiglio Comunale. No a questo biodigestore!
“Il tempo delle ambiguità è finito. Le carte parlano chiaro: il progetto del biodigestore in località Monna Felicita è giuridicamente e urbanisticamente morto”. Con queste parole Fabiana Attig, già consigliera comunale, annuncia i contenuti di quella che potrebbe essere la formale diffida e messa in mora indirizzata alla società proponente da parte del Comune, a tutela del territorio e della salute dei cittadini di Civitavecchia.
“La Società ha ignorato obblighi contrattuali invalicabili – spiega Attig – a partire dalla mancata costituzione della fidejussione da 1,2 milioni di euro a garanzia dell’Ente e dal mancato inizio dei lavori entro i termini perentori stabiliti dai Vigili del Fuoco. Parliamo di inadempimenti che, per legge, portano alla decadenza dei titoli”. Violazione della Convenzione 150/99L’Articolo 18 vincola l’efficacia dei diritti di superficie al rispetto delle norme urbanistiche. Il PRG di Civitavecchia (Art. 22 NTA) vieta esplicitamente impianti di trattamento rifiuti in zone industriali interne al centro abitato. Non esistono varianti automatiche o scorciatoie urbanistiche per questo impianto. Esiste poi una Emergenza Sanitaria, I pareri negativi di ASL Roma 4 e ARPA Lazio, basati sull’eccesso di mortalità nel nostro comprensorio, rendono l’opera incompatibile con l’interesse pubblico primario.
Il sindaco se veramente vuole dimostrare la sua neutralità e la sua ferma convinzione di dire No all’ennesimo scempio ambientale su Civitavecchia faccia l’accertamento della risoluzione della Convenzione e la declaratoria di inefficacia di tutti i titoli autorizzativi. E contestualmente avvii, prima che decorrono i termini, tutte le azioni possibili a difesa della città e di tutto il comprensorio.
Lo dichiara in una nota Fabiana Attig

