CIVITAVECCHIA – C’era una volta la gloriosa SNC Civitavecchia. Ma anche nel decennio scorso, senza scomodare le acque dell’emozione, quelle novecentesche, quelle europee. Basta accontentarsi del decennio precedente: massime istituzioni d’A2, squadre che sfioravano anno dopo anno la promozione in A1.
Da diverso tempo, ormai da anni, tra scissioni e convulsioni interne, la nuova NC è l’ombra della vecchia SNC. Il picco inizio autunno scorso, coi leader ed i volti storici dell’ultimo decennio costretti a lasciare, Pagliarini rimasto presidente/allenatore che non rinuncia alla B, sceglie giovani ragazzi da altre realtà, ma raccoglie soltanto umiliazioni in lungo e in largo per tutta la regione e non solo. Ultima e penalizzata in B, 263 gol incassati, una Caporetto sportiva con destinazione C (punto più basso di sempre del club) che adesso rischia davvero di chiudere anzitempo la propria desolante esperienza stagionale.
Qualcuno, non si sa chi, dovrà decidere se ritirare la squadra e rinunciare al campionato. L’unico condottiero, rimasto solo in tutto questo, è finito tragicamente in carcere. C’è il cugino, Simone Pagliarini, a cui è stato affidato il settore giovanile. Resta da capire se sarà lui, o chi per lui, a prender decisioni finali. Secondo ricostruzioni i ragazzi stessi, partiti per prendere l’ennesima lezione a Pescara sabato scorso, non sapevano nulla dell’arresto di Marco: ne sono venuti a conoscenza soltanto poche ore prima della partenza. Anche perché su quel pullman non sarebbe mai montato.
Sono ore drammatiche anche sportivamente parlando per la massima istituzione della pallanuoto a Civitavecchia. Senza stadio, senza giocatori di sempre, con l’allenatore/presidente in carcere. Momenti difficilissimi, il picco più basso, abisso e fondo di una storia novecentesca che adesso rischia di arrivare tremendamente al capolinea. La NC Civitavecchia rischia di non esistere più, nel giro di poco tempo. Qualcosa di impensabile, soltanto un decennio fa: un incubo che non conosce fine.

