Pedopornografia e abusi: gip Roma, rischio reiterazione reato
Cronaca
17 Marzo 2026
Pedopornografia e abusi: gip Roma, rischio reiterazione reato

ROMA –  “Ricorrono specifiche esigenze cautelari e, in particolare, si ravvisa il concreto e attuale pericolo che gli indagati possano commettere ulteriori reati della stessa specie di quelli per cui si procede, desumibile dalla modalita’ dei fatti, reiterati per mesi, in assenza di qualsiasi freno inibitorio nonche’ dalla personalita’ degli autori, deviata e spregiudicata a tal punto da provare eccitazione sessuale di fronte alle registrazioni riguardanti figli e nipoti, infine del rinvenimento di ulteriori foto relative a minorenni che confermano quanto gia’ detto in merito alla non occasionalita’ delle condotte contestate e alla loro protezione nel tempo”.

Lo scrive il gip di Roma Angela Gerardi nell’ordinanza a carico del giornalista di 48 anni e della professoressa di 52 accusati di violenza sessuale nei confronti di minori, pornografia minorile e detenzione e accesso a materiale pornografico  https://www.lacronaca24.it/2026/03/16/giornalista-ex-vice-direttore-di-un-tg-nazionale-e-professoressa-arrestati-per-violenza-sessuale-su-minori-si-scambiavano-le-foto-della-figlia-e-dei-nipotini-nudi/

Il giornalista nell’interrogatorio di oggi, secondo quanto si apprende, avrebbe fornito una versione diversa e si sarebbe difeso rispetto alle contestazioni mosse dai pm. Inoltre gli atti del procedimento verranno inviati a Venezia per competenza territoriale perche’, a parere del giudice, il reato, ossia l’invio di foto della figlia minore della donna al 48enne, sarebbe avvenuto da Treviso, citta’ dove l’indagata vive e svolge la professione di insegnante.

Nel provvedimento dello scorso 10 marzo eseguito dai carabinieri del Comando Provinciale di Roma, si legge, che “non sussiste invero alcuna causa di giustificazione, ne’ di non punibilita’, ne’ di estinzione del reato o della pena che ne impedirebbe l’applicazione; data la gravita’ e la pluralita’ dei fatti accertati e’ inoltre prevedibile che gli indagati non possano beneficiare della sospensione della pena ne’ in caso di condanna possano essere condannati a pena contenuta entro i tre anni di reclusione, in ragione della reiterazione dei fatti e della loro gravita’”.

Secondo il gip, l’unica “misura adeguata ad assicurare le esigenze connesse al pericolo di reiterazione del reato della stessa specie, puo’ considerarsi quella richiesta dal pubblico’ ministero”, ovvero il carcere.