ROMA – Aveva pensato di intimorire l’anziano preso di mira presentandosi come carabiniere il trentunenne arrestato da un agente della Polizia di Stato libero dal servizio.Avvicinatosi a bordo di uno scooter all’auto guidata da un ottantenne, l’uomo gli ha fatto credere di aver riportato danni alla carrozzeria a causa di una sua manovra, convincendolo così ad accostare.Per ingenerare timore nella sua vittima, si è poi qualificato come carabiniere, accusandolo di averlo stretto in curva provocando dei graffi al parafango.Fingendo, quindi, di contattare telefonicamente un carrozziere per una prima stima del danno, ha concluso la telefonata sostenendo che la riparazione sarebbe costata circa 2.900 euro.Quando l’anziano ha chiesto di compilare il Cid o, in alternativa, di far intervenire le Forze dell’Ordine per i rilievi del presunto incidente, il giovane ha reagito con nervosismo, cercando di dissuaderlo convincendolo del fatto che, alla luce della dinamica dell’accaduto, l’intervento degli agenti avrebbe comportato inevitabilmente la sospensione della patente dell’anziano.Quest’ultimo, temendo di perdere il titolo abilitativo alla guida e, quindi, di non poter assistere la moglie inferma, ha ceduto alla richiesta e si è lasciato accompagnare dal motociclista fino ad uno sportello bancomat per prelevare il denaro.
La scena non è passata inosservata allo sguardo di un agente del XIII Distretto Aurelio libero dal servizio, che, insospettito dall’attenzione con cui il giovane osservava l’anziano durante le fasi del prelievo, ha arrestato la marcia.Quando, poi, ha assistito alla consegna brevi manu del denaro, è entrato in azione qualificandosi come appartenente alla Polizia di Stato, anteponendo il proprio scooter a quello in uso al truffatore per occludere ogni via di fuga.Nonostante il vano tentativo di quest’ultimo di dileguarsi a piedi, l’agente, grazie all’ausilio di una pattuglia sopraggiunta sul posto in quel momento, è riuscito a bloccarlo e a vincere la sua resistenza.
Al seguito aveva 2.600 euro in contanti, ritenuti verosimile provento della sua attività illecita, oltre a due gessetti ed un pezzo di carta vetrata, tradizionalmente utilizzati per graffiare la carrozzeria delle vittime dei finti sinistri stradali.Il giovane, un trentunenne di origini campane, è stato arrestato ed è ora gravemente indiziato del reato di tentata estorsione e resistenza a pubblico ufficiale.L’Autorità Giudiziaria ha convalidato l’arresto e ha disposto nei suoi confronti la misura degli arresti domiciliari.

