MONDO – Il respiro si fa corto nelle aule dell’Università del Kent, dove il silenzio spettrale dei corridoi vuoti è interrotto solo dal suono delle sirene e dal brusio sommesso di migliaia di studenti in coda per un farmaco che sperano possa salvarli. Quello che era iniziato come un weekend di festa tra le luci stroboscopiche del Club Chemistry di Canterbury, tra il 5 e il 7 marzo, si è trasformato nel giro di poche ore in un incubo epidemiologico che ha già varcato i confini nazionali, raggiungendo il cuore della Francia. Le autorità sanitarie britanniche, guidate dal Ministro della Salute Wes Streeting, hanno definito la situazione “senza precedenti”: un focolaio di meningite batterica di ceppo B che si muove con una rapidità mai vista in decenni di sorveglianza sanitaria. Il bilancio, aggiornato alle ultime ore, parla di 20 casi accertati e due vite spezzate nel fiore degli anni: uno studente universitario di 21 anni e una ragazza di appena 18, Juliette, che frequentava l’ultimo anno di scuola superiore. Ma la paura più grande è che questo sia solo l’inizio di un’onda d’urto destinata a travolgere il continente.
Il “paziente zero” francese, uno studente in scambio rientrato nella regione di Parigi dall’Università del Kent, ha confermato i timori peggiori: il batterio ha attraversato la Manica. In queste ore, la Francia osserva con il fiato sospeso i propri confini, mentre l’UKHSA (UK Health Security Agency) coordina uno sforzo titanico per rintracciare oltre 16.000 persone che potrebbero essere entrate in contatto con il patogeno. Le testimonianze dei sopravvissuti dipingono un quadro clinico devastante. Annabelle Mackay, una ventunenne colpita dal contagio, ha descritto un’esperienza terrificante: la perdita totale della vista per due giorni e l’incapacità di camminare, sintomi di un’aggressione neurologica che non lascia spazio a esitazioni. I medici stanno indagando sulla possibilità di una variante mutata del meningococco B, caratterizzata da una virulenza e una capacità di diffusione che ricordano, in piccolo, i giorni più bui della pandemia di Covid-19, con file chilometriche per antibiotici profilattici e mascherine che tornano a coprire i volti dei giovani.
Il rischio reale è ora legato alla “tempesta perfetta” del calendario: con le vacanze di Pasqua alle porte, migliaia di studenti si preparano a tornare nelle proprie case in tutta Europa, portando potenzialmente con sé il batterio come portatori sani. La meningite B non si trasmette facilmente nell’aria come l’influenza, ma richiede contatti stretti e prolungati — un bacio, la condivisione di un bicchiere o di una sigaretta — gesti quotidiani che, nei contesti universitari e della movida, diventano vettori letali. Mentre a Canterbury è partita una campagna di vaccinazione d’urgenza per 5.000 studenti e sono già state distribuite 11.000 dosi di antibiotici, le farmacie locali segnalano le prime carenze di scorte. Il Primo Ministro Keir Starmer ha rivolto un appello drammatico alla nazione: chiunque sia stato nei luoghi del contagio deve farsi avanti immediatamente. La corsa contro il tempo è appena iniziata, e l’Europa guarda con angoscia a quel tratto di mare che, stavolta, non è bastato a fermare l’avanzata del killer invisibile.

