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19 Marzo 2026
Inquinamento portuale, rischio crescente per le città costiere
ROMA (ITALPRESS) – I porti rappresentano infrastrutture strategiche per l’economia e il commercio internazionale, ma sono anche tra i principali punti critici per l’inquinamento nelle città costiere. Navi da crociera, traghetti e cargo contribuiscono infatti in modo significativo alle emissioni di gas serra e sostanze inquinanti, soprattutto durante le manovre e la sosta in banchina. Secondo l’“European maritime transport environmental report” del 2025, il trasporto marittimo è responsabile del 14,2% delle emissioni di COâ‚‚ del settore dei trasporti nell’Unione europea. Nelle aree portuali urbane l’impatto è particolarmente rilevante, con emissioni di ossidi di azoto, zolfo e particolato fine che incidono sulla qualità dell’aria e sulla salute dei residenti. L’Agenzia europea dell’ambiente segnala infatti che l’esposizione prolungata al particolato aumenta il rischio di malattie respiratorie e cardiovascolari. Tra le fonti più critiche ci sono le navi da crociera, che spesso mantengono i motori accesi anche quando sono attraccate, continuando a emettere inquinanti. L’Unione europea sta promuovendo sistemi di alimentazione elettrica da terra, ma le infrastrutture avanzano lentamente: meno del 20% delle connessioni necessarie nei porti è stato finora installato. In alcune città portuali l’inquinamento generato dal traffico marittimo supera quello stradale. Il trasporto via nave resta fondamentale, movimentando circa il 90% delle merci globali. Ma la sfida ora è conciliare sviluppo economico e sostenibilità, riducendo le emissioni per tutelare ambiente e salute nelle città che vivono a stretto contatto con i porti.
mgg/gtr/col

Tg Economia – 19/3/2026
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