ROMA – La scomparsa ed il successivo ritrovamento del cadavere di Elia Rosa hanno lasciato una profonda scia di dolore in tutti quelli che lo conoscevano e l’associazione Penelope ha condiviso, al riguardo, il toccante messaggio dei compagni di Università.
“Ci sono persone che non attraversano semplicemente la vita degli altri, ma vi mettono radici. Elia era una di queste. Riceviamo e condividiamo con profonda commozione questo pensiero dei suoi ex compagni di università, gli EP13. In queste righe non c’è solo il dolore per una perdita, ma la celebrazione di un uomo che è stato guida, riferimento e amico sincero.
Perché, come scrivono loro, nulla si conclude davvero finché resta vivo l’esempio di ciò che siamo diventati grazie a lui.“Caro Elia,Cari familiari, amici, parenti, colleghi di Elia.
Questa foto ci ritrae in posa 10 anni fa, davanti all’ingresso della “nostra” università. Non una posa qualsiasi, però. Tenevamo, con evidente orgoglio, la “stecca”, questa preziosa lamina raffigurante una quercia, con tante foglie quante le “annate” di matricole, simbolo del passaggio di testimone tra chi giunge alla conclusione del percorso e chi ci dovrà giungere poco dopo. Ma non è corretto dire tenevamo: piuttosto, tenevi. Protagonista indiscusso degli EP13 (educatori professionali immatricolati nel 2013), tu hai “tenuto” un sacco di altre cose. Discorsi, colloqui, responsabilità, esami, discussioni, risate, lacrime, scherzi. D’altronde, eri tu il rappresentante.Sì, in quegli anni abbiamo pianto, ci siamo commossi, ci siamo divertiti, ci siamo guardati in faccia, dentro, abbiamo faticato, abbiamo imparato. Abbiamo imparato che là fuori, o qui dentro, spesso ci sono storie più complesse, più dure, più ruvide, di quelle che sembrano. Abbiamo imparato che ovunque andavamo la domanda era “ah quindi sei in classe con Elia?” Perché ti conoscevano tutti e eri un sognante, sorridente, gentile riferimento.
Spesso e volentieri eri tu, nel tuo amato ruolo, a far partire discussioni, confronti, scambi. E guarda un po’, un gruppo whatsapp sopito da anni, si è risvegliato proprio con te. Non solo, alcuni di noi si sono scritti messaggi dopo anni, per cercare di trovare informazioni, dettagli, particolari, che potessero essere preziosi per le tue ricerche. Allora, sei sempre il solito Elia. Capace di un sacco di cose belle. Immaginiamo ora la tua faccia seria, accennare e far partire un sorriso, con fare soddisfatto e fiero di te, pronto a vantarti col Preside, per aver trovato un errore in questi pensieri scritti. La stecca non rappresentava, come sopra scritto, la conclusione di un percorso, ma il passaggio di conoscenze, abilità e competenze apprese, ai futuri educatori.
Non è giunto a conclusione nulla, Elia, nemmeno adesso. Altrimenti perché staremmo tutti qui di nuovo a scriverci, a parlare, a confrontarci, a ricordare, proprio 10 anni dopo? Sei nei ricordi e nei cuori di tutti noi. Sei nelle azioni educative che tanto amavi, perché siamo gli educatori e le persone che siamo grazie anche agli altri Ep13. Anche grazie a te.Ci vediamo nella prossima “dinamica di gruppo”, Elia.
Magari ci arriveremo col veliero degli EP13 dipinto da noi fuori dalla classe. Magari si svolgerà in un posto più “leggero”, magari in un posto sorridente come te in questa foto.Con un abbraccio colmo della tenerezza che ci hai donato,I tuoi compagni di classe, EP13.”

