Una notte da incubo per il Galatasaray. Una notte, quella di Anfield, che doveva trasformare i sogni turchi in realtà. Quella in cui, come ammesso da leader Osimhen, la missione era spiegare il livello del calcio turco al resto d’Europa.
Ma nel tempo di Liverpool, i giallorossi sono crollati 4-0, senza diritto di repliche. Che qualcosa stesse palesemente andando storto s’era giù ampiamente capito all’uscita forzata di Osimhen, colpito al braccio: frattura, si valuta operazione, stagione potenzialmente già finita.
Ma evidentemente non era abbastanza, la volontà degli dei del calcio aveva in programma un finale ancor più brutale, se non drammatico. Perché al tramonto del match, a qualificazione ormai chiusa, Noa Lang sbatte su un cartellone pubblicitario e chiede immediatamente l’intervento dei sanitari: scene di panico, si regge la mano, il pollice è tremendamente sanguinante, la frattura è vistosa.
Un infortunio quasi horror, che lascia pensare al peggio. Fortunatamente operato con successo nella notte di Liverpool assistito dallo staff medico del Galatasaray, l’osso è stato riassestato e se l’è cavata con una serie infinita di punti di sutura. C’è mancato poco: avrebbe rischiato addirittura l’amputazione del dito.
Un grande spavento, una grande paura. A cui ha partecipato la sempre sportivissima collettività di Anfield, che ha applaudito ed incoraggiato l’uscita dal campo del calciatore avversario. Il Galata però ha tutta l’intenzione di sporgere denuncia, l’Uefa potrebbe aprire un’indagine: perché quel cartellone era pericolosamente sistemato così male?

