Una sconfitta che pesa tanto, per tanti motivi. Il lunedì sportivo azzurro è meno florido, tennisticamente parlando, quando si pensa al Martello, Matteo Berrettini.
Che sul più bello è stato sorpreso ed eliminato, da Vacherot. Sembrava aver preso la scia, ne avevamo tessuto giustamente le lodi per un successo straordinario come quello su Bublik, che ha dimostrato a tutti per quale motivo quel viale del tramonto, se sta bene, resta scongiurato.
Ma con Vacherot non c’è stato niente da fare. È nato un elemento interessantissimo, direttamente dal Principato di Monaco: il n24 al mondo ha dimostrato perché, da giovane cavallo rampante, sa muovere con massima ambizione passi da gigante nel tennis dei grandi e soprattutto nei tornei dei più grandi.
Berrettini proveniva dai sessantaquattresimi, era ad un passo dagli ottavi di un Masters 1000, ma alla lunga è stato sorpreso dal ritmo, dalla frizzantezza e dalla fame del giovane monegasco. Primo set perso al tie-break, secondo scivolato via 6-4.
Un vero peccato. Una sconfitta che pesa. Tanto. Anche in termini di ranking. Nonostante gli sforzi profusi ed il colpo ai trentaduesimi esce ai sedicesimi: ripartirà dall’87° posizione, ancora troppo poco per uno come il Martello.

