A Civita Castellana la primavera non porta solo il profumo dei fiori, ma anche quello, decisamente più pungente, di una campagna elettorale ad altissima tensione. Le urne del 24 e 25 maggio si avvicinano e quello che doveva essere uno scontro tra blocchi contrapposti si è trasformato in un “tutti contro tutti” che vede i partiti tradizionali in affanno e le liste civiche pronte a occupare il campo.
Il Centrodestra e il “fantasma” degli alleati
Il sindaco uscente, Luca Giampieri (Fratelli d’Italia), punta alla riconferma con la speranza dell’appoggio del suo partito e di Forza Italia. Tuttavia, la coalizione deve fare i conti con una ferita mai rimarginata: (quella della Lega). Il Carroccio, memore della “diaspora” dei propri consiglieri di qualche anno fa, ha posto un veto invalicabile su Giampieri e sul vicesindaco Parroccini. Se non si troverà una mediazione dell’ultimo minuto, la Lega è pronta a correre da sola, indebolendo il fronte conservatore e aprendo la strada a un incerto ballottaggio. Allo stesso modo la stessa Forza Italia, forte della “rimonta” anche a livello nazionale e regionale, vuole imporre i suoi paletti alla possibile coalizione con il risultato che il candidato di centrodestra, chiunque esso sarà, potrebbe già da ora essere vittima del “fuoco amico”.
Il caos nel Centrosinistra: l’ombra dell’ “inciucio”
Se a destra si discute, a sinistra si è passati alle “carte bollate” (politicamente parlando). Il sogno del “campo largo” è naufragato:
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La Coalizione Sangallo: Movimento 5 Stelle e Rifondazione Comunista hanno già ufficializzato la candidatura di Francesco Romito. Il loro attacco al PD è frontale: i dem sono accusati di preparare un “inciucio” trasversale con Forza Italia, replicando alleanze provinciali.
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Il PD e Danilo Corazza: Il Partito Democratico ha invece virato sulla lista civica “Civitonici”, sostenendo la candidatura di Danilo Corazza. Una scelta difesa come “unitaria”, ma vista dagli ex alleati come un tradimento del percorso partecipativo.
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La Moratoria: In mezzo a questo scontro, Sinistra Italiana – AVS ha chiesto una tregua fino a dopo il referendum del 23 marzo, sperando che il fronte comune nazionale possa fare da collante anche a livello locale. Un tentativo disperato di fermare le fughe in avanti.
L’alternativa di Franco Laugeni
In questo clima di veti e accuse, prova a inserirsi Franco Laugeni con la sua lista “Civita Viva”. Presentandosi come l’unico “progetto civico puro”, libero dai pesi dei partiti, Laugeni ha già iniziato a calare i suoi assi programmatici: wi-fi gratis, piste ciclabili e il ritorno dello storico mercato in piazza Matteotti. La sua strategia è chiara: porsi come approdo sicuro per tutti quei cittadini stanchi dei litigi tra sigle di partito.
Verso il voto
Con almeno quattro candidati sindaco già sulla linea di partenza (Giampieri, Romito, Corazza, Laugeni) e l’incognita della Lega, la partita di Civita Castellana si preannuncia come una delle più imprevedibili della Tuscia. La frammentazione attuale rende quasi certo il ricorso al ballottaggio, dove le alleanze strette (o tradite) in queste ore peseranno come macigni.

