BERGAMO – L’attesa è finita. Quel tempo è fatidicamente giunto. Già, quello della verità. Quello del dentro e fuori. La settimana più importante degli ultimi anni (ed anni..) di nazionale italiana. Se l’Italia giocherà o meno i prossimi Mondiali di giugno lo scopriremo entro martedì prossima, sperando non già stasera.
Intanto semifinale, un passo per volta e senza voli pindarici. Ma Gattuso, quella di stasera, l’ha definita la partita più importante della sua carriera perché avverte eccome il peso di una nazione calcistica intera sulle proprie spalle. Stasera c’è l’Irlanda del Nord: a dispetto del gelo artico e di quella grandinata che stanotte ha travolto Bergamo, stasera clima leggermente migliore ma comunque tra i 5 e 6 gradi centigradi. Spetterà all’impianto dell’Atalanta scaldare l’atmosfera e soffiar dietro alla nazionale.
Una nazionale che arriva male, decisamente malino all’incontro di questa sera. A dispetto di infortuni e problematiche fisico/muscolari, Gattuso non se l’è sentita di rivoluzionare: ha mantenuto in blocco il gruppo che ha anche umanamente costruito in questi mesi. Ma in tanti, però, arrivano malconci: da Mancini e Bastoni fino a Tonali e Barella, chi non al meglio chi stremato. Come Kean e la sua tibia, davanti con Retegui, designato rigorista.
Si gioca alle 20.45 e l’Italia parte favorita, ma le insidie sono tante: pressione e psicosi, condizioni fisiche, voglia di stupire nordirlandese. Un gruppo che deve ereditare i fallimenti di quelli precedente e deve assumersi responsabilità: riuscirà a reggere e far voce grossa? La terza edizione Mondiale senza Italia sarebbe delitto nazionale, a Coverciano lo sanno tutti. Playoff, una maledizione da abbattere.

