Viterbo – Due casi di Epatite A anche nella Tuscia dopo gli aumenti nel Lazio: “Ma nessuna emergenza”
Cronaca
26 Marzo 2026
Viterbo – Due casi di Epatite A anche nella Tuscia dopo gli aumenti nel Lazio: “Ma nessuna emergenza”
Dalla Regione arriva però un messaggio chiaro: la situazione è sotto controllo e non desta particolare preoccupazione

Viterbo – Due casi di epatite A sono stati registrati nella provincia, mentre nel Lazio il totale dei contagi accertati sale a 120. I numeri più alti si concentrano tra Roma e Latina, ma anche la Tuscia rientra nel quadro monitorato dalle autorità sanitarie.

Dalla Regione arriva però un messaggio chiaro: la situazione è sotto controllo e non desta particolare preoccupazione. I pazienti, infatti, non presentano condizioni gravi e, nella maggior parte dei casi, sono già in fase di recupero. Indicazioni analoghe arrivano anche dallo Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani, dove non risultano ricoveri critici legati all’infezione.

Il monitoraggio resta comunque costante e sono previsti aggiornamenti epidemiologici, anche se al momento non si prevedono ulteriori sviluppi significativi.

L’incremento dei casi sarebbe collegato al consumo di frutti di mare crudi. Secondo quanto emerso, una partita sospetta di cozze proveniente dalla Campania, potenzialmente associata ai contagi, è stata ritirata dal mercato già nelle scorse settimane. Questo intervento avrebbe contribuito a circoscrivere il fenomeno.

Proprio in Campania, infatti, si è registrato un aumento più marcato dell’infezione, spesso correlato al consumo di molluschi non adeguatamente trattati.

Le autorità sanitarie hanno allertato medici di base e pediatri, invitandoli a sensibilizzare i cittadini sulle corrette norme igieniche. Tra le raccomandazioni principali: lavare accuratamente le mani, evitare alimenti crudi o poco cotti e prestare attenzione alla provenienza dei prodotti ittici.

Come ricorda l’Istituto Superiore di Sanità, l’epatite A è un’infezione virale che colpisce il fegato e si trasmette principalmente per via oro-fecale, attraverso il contatto diretto tra persone o il consumo di acqua e cibi contaminati.

Il decorso è generalmente benigno e tende a risolversi spontaneamente, anche se in rari casi possono verificarsi forme più severe.