CERVETERI – Un episodio di violenza brutale scuote Cerveteri e colpisce nel profondo la comunità. Una gattina, conosciuta da tutti come “Signorina”, presenza abituale e amata di Piazza Risorgimento, è stata trovata senza vita nei pressi delle scalette della chiesetta di Sant’Antonio. Secondo quanto denunciato, l’animale sarebbe stato ucciso a calci.
A esprimere sdegno e dolore è la sindaca Elena Gubetti, che non nasconde l’emozione per quanto accaduto: «Provo un dolore profondo e un’indignazione che fatico a contenere. Tutti noi eravamo abituati a vedere la piccola “Signorina” accoccolata al sole in Piazza Risorgimento. Era una presenza serena, un piccolo dettaglio di bellezza e fiducia nel cuore del nostro centro storico».
La ricostruzione dei fatti parla di una violenza estrema, che ha trasformato un simbolo di quotidianità in una tragedia. «Sapere che quella serenità è stata spezzata, che è stata massacrata a calci, è un atto di una barbarie immonda», ha dichiarato la prima cittadina, sottolineando come un gesto del genere rappresenti «una violenza efferata che non può trovare cittadinanza a Cerveteri».
Immediata la reazione delle istituzioni. La sindaca ha già attivato le forze dell’ordine, inviando una comunicazione ufficiale al comando di Polizia Locale, ai Carabinieri di Cerveteri e al Commissariato di Pubblica Sicurezza di Ladispoli. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza del centro storico sono attualmente al vaglio degli investigatori, nel tentativo di individuare i responsabili.
«Chi si macchia di una tale crudeltà verso un essere indifeso è un pericolo per tutta la comunità», ha aggiunto Gubetti, evidenziando la gravità dell’accaduto non solo come episodio isolato, ma come segnale da non sottovalutare.
Nel frattempo, il Comune è in contatto con associazioni animaliste, tra cui il collettivo “Voce Animale”, per seguire da vicino gli sviluppi della vicenda e mantenere alta l’attenzione.
Forte anche l’appello rivolto ai cittadini: «Per qualsiasi segnalazione invito tutti a utilizzare il Numero Unico di Emergenza 112». Una scelta non casuale, spiegata dalla stessa sindaca: le chiamate al 112 restano tracciate ufficialmente, contribuendo a dare maggiore peso alle segnalazioni e a costruire un quadro chiaro delle criticità sul territorio.
La città ora chiede giustizia. «Andremo fino in fondo. Chi ha compiuto questo massacro deve rispondere davanti alla legge e alla coscienza di una città intera», ha concluso la sindaca. Un messaggio netto, che riflette la volontà di una comunità di non voltarsi dall’altra parte e di ribadire con forza il rifiuto di ogni forma di violenza.

