COVERCIANO – Una notte rinfrancante, per mille motivi. Perché seppur a singhiozzi, l’Italia è riuscita a portar a casa il primo atto della missione: superare gli spareggi playoff e stavolta sì, abbattere la maledizione spareggi per riportar la nazione ai Mondiali, 12 anni dopo l’ultima volta.
Seppur senza brillare, Tonali e Kean decisivi in piena ripresa per battere un avversario chiaramente inferiore: poca cosa, l’Irlanda del Nord. L’urna è stata benevola, perché tra l’altro destini e sorteggi hanno evitato altresì lo spauracchio Galles: niente Cardiff, valle di lacrime ai rigori, Dragoni sconfitti ai rigori in casa dalla Bosnia.
Sarà quindi la nazionale dell’intramontabile Edin Dzeko, decisivo tra l’altro pure ieri sera oltremanica superata da poco addirittura altresì la soglia dei 40 anni, l’ultimo ostacolo tra l’Italia di Gattuso ed il sogno Mondiale. Una squadra interessante, inferiore tecnicamente alla nostra, ma pur sempre da rispettare: non ci sarà più Pjanic, ma è diventata una nazionale combattiva, unita, slava, col sangue agli occhi.
Che martedì, nel piccolo catino di Zenica, per 15000 posti andati a ruba già nelle ultime ore, sarà spinta da una nazione dell’Europa centrale che sogna la sua seconda storica alla fase finale di un Mondiale, anch’essa 12 anni dopo l’ultima volta, risalente a Brasile 2014. Sarà un ambiente infernale, incandescente; i nostri, più forti, non dovranno farsi intimorire. Passa da Zenica l’ultimo biglietto oltreoceano.

