TRIGORIA (ROMA) – Sosta per le nazionali per tanti club significa già pianificare il futuro. Se a Torino il nodo più importante e prossimo alla svolta verte sul rinnovo di Luciano Spalletti pronto a metter letteralmente nero su bianco sul suo futuro bianconero, a Roma a dispetto di quanto emerso e qualche malumore della piazza alla fine di un marzo che ha compromesso le ambizioni giallorossa cancellando quelle europee nessun vuol mettere in discussione Gasperini. Ma sussistono diversi elementi da blindare; su cui, malgrado anche loro discussi, la società vuol continuare a costruire il futuro. Lo zoccolo duro degli anni mourinhani, i senatori e leader dello spogliatoio: Mancini e Cristante. Diverso il discorso per capitan Pellegrini, per cui si va sempre più verso la separazione a fine stagione.
Gli altri due suddetti veterani sono ormai pronti a siglare il rinnovo dei loro contratti in questo momento in scadenza 2027 fino al giugno del 2030. Con ogni probabilità si aspetterà il loro rientro dalla decisiva trasferta bosniaca con la nazionale, quella che decreterà se l’Italia di Gattuso sfaterà o meno il tabù qualificazione ai Mondiali o meno; una volta rientrati, tra un allenamento e l’altro, saranno chiamati in sede per mettere nero su bianco.
L’accordo c’è già, hanno già detto di sì. D’altronde il loro legame giallorosso e la loro dedizione alla causa non è mai stata in discussione. Personalità ed attaccamento alla causa che il club ha sempre apprezzato. Per questo saranno premiati. A tanti piacerà, ad altri meno, ma anche la Roma del futuro ripartirà da Mancini e Cristante.


