Lo strazio di Pamela Genini, la modella uccisa uccisa a coltellate lo scorso ottobre a Milano dall’ex compagno Gianluca Soncin continua anche dopo la morte.
La sua tomba, nel cimitero di Strozza in provincia di Bergamo, è stata profanata e la sua salma decapitata.
A fare la macabra scoperta alcuni operai al lavoro nel cimitero: incaricati di trasferire il feretro dal loculo alla cappella di famiglia, si sono accorti di alcune viti saltate e del silicone sui bordi.
La Procura di Bergamo ha ora aperto un fascicolo sul caso: si indaga per vilipendio di cadavere e furto della testa, previsto dall’articolo 411 del codice penale che stabilisce per i responsabili una pena da due a sette anni, aumentata se il fatto avviene all’interno di un cimitero.
La donna era stata uccisa dall’ex compagno Gianluca Soncin con 24 coltellate all’interno del suo appartamento nel quartiere Gorla a Milano. A seguito del femminicidio, l’uomo, che ha inizialmente aveva inscenato un tentativo di suicidio, è stato poi fermato ed arrestato con le accuse di omicidio, aggravato da premeditazione, crudeltà, futili motivi e vincolo della relazione affettiva e stalking

