ROMA – Stavolta pure quel fattore trasferta che specialmente negli ultimi mesi era diventato sorprendentemente positivo ed in maniera tassativa viene meno, viene a crollare. Sanguinosa sconfitta per il Civitavecchia Calcio a Roma sul campo dell’Astrea, squadra che affamatissima di punti salvezza fa valere lei sì quel fattore campo e con le unghie e con i denti si porta a casa un 2-1 per le sorti del campionato del club della Polizia Penitenziaria.
Una gara partita male col vantaggio capitolino firmato Bernasconi prima d’esser finalmente rimessa in piedi dall’esperienza di Fé in piena ripresa; un punto di potenziale svolta che dura pochissimo, però, perché non appena sembrava risorta la possibilità di sorpassare ed andarla a vincere castiga Falconi, che rovina definitivamente ogni sogno di gloria: per i nerazzurri colpo a caldo a cui impossibile contro rispondere o replicare.
Pesanti le assenze di elementi come Di Mauro o Di Bari, ancora una volta. Qualche equilibrio dietro è saltato, da mesi; davanti, nelle ultime settimane, la Vecchia fatica a trovar smalto, soluzioni e costruire mole importanti di palle gol. Ecco che dunque il quadro preoccupa: nel momento più importante, a tre gare dalla fine della regular season, fiocca la terza sconfitta delle ultime quattro gare a susseguire le defezioni interne con Pomezia e Tor Sapienza.
La Vecchia resta al quarto posto, ma in sottilissimo e precario equilibrio. Quarta, ormai naturalmente staccata da Pomezia e Monti Prenestini, ma soprattutto incalzata dalle altre forze che inseguono assetate di sangue. Vecchia che s’è giocata un bonus, perché gare di dirette concorrenti come Grifone sono state rinviate all’otto aprile per Trofeo delle Regione in Puglia. Un punto sopra proprio al Grifone, ma pure al Rieti, corsaro lui sì a Tor Sapienza.

