LONDRA – Il Tottenham torna a parlare italiano. Nemmeno 24 ore dopo l’annuncio della separazione con Tudor, brevissimo regno tremendamente disastroso di un tecnico già sostanzialmente salutato da giorni (a dir la verità da settimane, prima che Anfield gli consegnasse l’ultimo ossigeno, ndr), all’interno dell’annus horribilis degli Spurs scattava la necessità del terzo tecnico stagionale. Ma evidentemente anche stavolta ben poco in grado di trovar traghettatore britannico, la dirigenza dei londinesi ha anticipato i tempi e consegnato alla futura prima scelta la squadra già ai giorni d’oggi: a suon di milioni persuaso Roberto De Zerbi, pronto a tornar in Premier dopo l’esperienza che lo proiettò al grande calcio a Brighton. Non voleva rientrar prima di giugno, scottato dal finale di Marsiglia; ma alla fine, corte serratissima e quasi faraonica, ha accettato la sfida. Sarà il terzo tecnico più pagato, lassù, nell’NBA del Football: più di otto milioni di sterline all’anno per cinque anni, più corposo bonus salvezza. A lui la patata bollente, quella di una squadra falcidiata ed un ambiente depresso da un destino che ha risucchiato stavolta tremendamente sul serio la squadra in piena lotta per evitare quella retrocessione in Championship che avrebbe sì di storico ma senz’altro del clamoroso: sette gare per cambiar il corso degli eventi e poi sì, in estate fatidica rivoluzione. Ma prima serve meno filosofia e più il suo carattere focoso, per sterzare. Di tempo ce n’è pochissimo, d’altronde. Da Sunderland, ad aprile, una serie di finali terrificanti. Intanto la tifoseria si divide: gran parte sognava nient’altro che il ritorno di Pochettino, impegnato però fino ad inizio luglio coi suoi States pronti al Mondiale in casa. De Zerbi significare riconiugare l’indicativo: quel futuro è già tempo presente. Ancora una volta la dirigenza non ha ascoltato la piazza, nonostante anni di scelte impopolari, di testa propria e spesso e volentieri disastrose. Ed in tanti, per vecchie dichiarazioni a difesa di Greenwood ai tempi di Marsiglia, hanno già espresso parere sfavorevole nei confronti di RDZ. Di carne al fuoco s’è scelto di gettarne altra, evidentemente: ma stavolta, l’esito della biforcazione, sarà cruciale. O salvezza e futuro magari radioso senz’altro radioso, oppure disastro a braccetto per lui e per la storia del club.

