PERUGIA – Una vasta operazione di polizia ha smantellato una rete di radicalizzazione neonazista composta da giovanissimi, uniti dal culto della violenza estrema e dal mito della supremazia razziale. Al centro dell’indagine, il preoccupante progetto di un massacro scolastico.
Il piano: un’emulazione della ColumbineLe indagini hanno fatto emergere l’intento esplicito di uno dei minori coinvolti di compiere una strage in una scuola, ispirandosi esplicitamente al massacro della Columbine High School del 1999.
Il piano prevedeva l’attacco armato seguito dal suicidio dell’attentatore.
La “Werwolf Division” e il culto dei “Santi”
Il giovane era in stretto contatto con i vertici della Werwolf Division, un gruppo Telegram che funge da camera dell’eco per l’estremismo più radicale.
I tratti distintivi della comunità includono:
Ideologia: Promozione della presunta superiorità della “razza ariana”.
Glorificazione dei terroristi: Mass shooters come Brenton Tarrant (Christchurch) e Anders Breivik (Oslo e Utøya) venivano celebrati come “santi” per spingere i membri all’emulazione.
Accelerazionismo: Una dottrina che punta a scatenare il collasso della società attraverso atti di violenza politica e terroristica.
Perquisizioni in tutta Italia
L’inchiesta ha portato a sette perquisizioni (locali, personali e informatiche) nei confronti di altrettanti minorenni. L’operazione ha interessato diverse province: Teramo, Perugia, Pescara, Bologna e Arezzo.
Secondo gli inquirenti, i ragazzi erano inseriti in un network globale di canali social neonazisti e suprematisti. Questi spazi virtuali agiscono come veri e propri incubatori di odio, capaci di influenzare soggetti giovanissimi grazie a una forte carica istigatoria e al fascino esercitato dall’estremismo violento.

