Viterbo – San Pellegrino in Fiore alle porte, ma per il Comune è ancora Carnevale: il paradosso (già noto) della comunicazione viterbese
Cronaca
30 Marzo 2026
Viterbo – San Pellegrino in Fiore alle porte, ma per il Comune è ancora Carnevale: il paradosso (già noto) della comunicazione viterbese
Proprio come era accaduto già in passato, l'amministrazione cade ancora nel solito problema di comunicazione e si concentra unicamente sulla campagna elettorale della prima cittadina

VITERBO – Sembra di vivere nel “Giorno della Marmotta”. Esattamente un anno fa, dalle colonne di questo giornale, denunciavamo come a primavera inoltrata i cartelli informativi del Comune nel centro storico fossero ancora fermi agli auguri di Capodanno. Oggi, a dodici mesi di distanza, la scena si ripete identica, ma con una maschera diversa: a Viterbo è perennemente Carnevale.

Mentre ci prepariamo a vivere le festività pasquali, le plance e i totem che dovrebbero orientare turisti e cittadini continuano imperturbabili a pubblicizzare eventi passati da mesi. Una sciatteria comunicativa che non passerebbe inosservata in nessun periodo dell’anno, ma che oggi assume i contorni di un vero e proprio autogol, considerando l’imminenza dell’evento primaverile per eccellenza: San Pellegrino in Fiore.

Un appuntamento che la stessa amministrazione Frontini ha più volte – e giustamente – paragonato per importanza al Trasporto di Santa Rosa. Decine di migliaia di persone attese, una vetrina fondamentale e, soprattutto, una indispensabile boccata d’ossigeno per un commercio del centro storico che da troppo tempo annaspa in una crisi gravissima. Eppure, per chi passeggia oggi in città, il tempo sembra essersi fermato a febbraio.

A rendere il tutto ancora più grottesco è il palese cortocircuito visivo e politico. Da una parte, infatti, la città viene tappezzata da mega manifesti autocelebrativi che esaltano le presunte gesta eroiche e i traguardi raggiunti dall’amministrazione. Dall’altra, i servizi di base per l’informazione turistica vengono lasciati all’abbandono.

Ci si riempie la bocca vantandosi di una Viterbo “invasa dai turisti”, si investono risorse per promuovere San Pellegrino in Fiore in altre province, ma ci si dimentica di fare una promozione tempestiva e adeguata nel proprio territorio. Un paradosso assurdo: la provincia di Viterbo conta oltre 300mila anime. Un bacino d’utenza enorme che un tempo rappresentava la linfa vitale per l’economia del capoluogo, e per i negozi del centro in primis, e che oggi sembra essere stato completamente tagliato fuori dai radar della comunicazione istituzionale.

Se la comunicazione è il primo biglietto da visita di una città che aspira a grandi traguardi turistici e culturali, presentarsi a ridosso di Pasqua e di San Pellegrino in Fiore con i coriandoli e le maschere di Carnevale non è esattamente la strategia vincente. I commercianti aspettano risposte concrete e turisti reali, non le solite parate social. Speriamo che, almeno stavolta, a Palazzo dei Priori qualcuno si accorga del calendario e decida di voltare pagina. Nel vero senso della parola.