ROMA – Sono parole forti che vanno pesantemente ad intaccare la posizione di Gabriele Gravina, quelle direttamente del Ministro dello Sport, Andrea Abodi. Se stanotte l’attuale presidente della FIGC è stato non chiaro bensì chiarissimo sottolineando come non nutra desiderio di dimettersi e qualsiasi decisione si prenderà soltanto settimana prossima all’interno del Consiglio Federale, a chieder evidentemente ribaltamenti e cambio di passo all’interno del calcio italiano non è solo la popolazione, bensì anche istituzioni di massimo livello. Se qualcuno, a furor di popolo, invoca addirittura l’intervento di Giorgia Meloni, per ora arriva quello di Abodi, che può bastare eccome in questo senso. Anche perché le parole espresse dal Ministro dello Sport in mattina, a margine di “Città dei Giovani 2026” erano state chiarissime: “Non si può far finta di niente. Veniamo da 20 anni di esperienze negative. Giusto che chi di dovere si assuma la sua responsabilità, come accadde con Abete e Tavecchio”. Un chiaro riferimento a Gravina, a cui susseguirà poco più tardi anche la nota ufficiale, proprio del Ministro dello Sport: “Il calcio italiano va rifondato e questo processo deve ripartire da un rinnovamento dei vertici della FIGC. Il calcio è uno sport e, in un tempo di crisi militari ed economiche come questo, non va caricato di significati eccessivi. D’altra parte è innegabile che non sia solo uno sport. Particolarmente in Italia, dove il calcio si fa cultura popolare, rito comunitario, prestigio internazionale. Mi dispiace pensare che ci sia un’intera generazione di bambini e ragazzi che non abbia ancora provato l’emozione di veder giocare la Nazionale in un mondiale di calcio. Ringrazio la squadra e il suo allenatore per l’impegno che hanno dimostrato anche ieri sera, ma è evidente a tutti che il calcio italiano va rifondato e che questo processo debba ripartire da un rinnovamento dei vertici della Figc. Il Governo ha dimostrato concretamente, in questi anni, l’impegno a favore di tutto il movimento sportivo italiano. I nostri atleti ci hanno regalato enormi soddisfazioni in tante discipline, e io reputo obiettivamente scorretto tentare di negare le proprie responsabilità sulla terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali di calcio, accusando le Istituzioni di una presunta inadempienza e sminuendo l’importanza e il livello professionistico di altri sport. Noi continueremo, come abbiamo fatto finora, a fare ciò che compete alle Istituzioni ma serve responsabilità, umiltà e rispetto da parte di tutti. L’Italia deve tornare ad essere l’Italia, anche nel calcio mondiale”.

