S’è dunque chiusa la sosta per le nazionali più attesa degli ultimi anni, quella che avrebbe decretato i destini Mondiali o meno di tante, tante realtà. Fra cui, fatalmente, quella della nostra Nazionale, che ha ben pensato di fallire per la terza volta di fila l’accesso alle fasi finali di una competizione iridata.
Se i calciatori rientrano proprio in queste ore nei rispettivi club attraverso viaggi oceanici e lunghe fatiche, sono tanti quelli che lo faranno col sorriso; chiaramente altrettanti quelli che dovranno viversi gli ultimi mesi primaverili di stagione col sogno estivo invece infranto.
Dall’Uefa il colpo grosso l’ha fatto la Svezia che, con lo zampino di Gyokeres all’ultimo respiro, ha fatto fuori la Polonia: salta l’ultimo Mondiale di Lewa, lacrime amare. Redenzione per Potter, tecnico svedese, dopo le ultime sfortunate esperienze in Premier League. Con freddezza ma tanta fortuna festeggia anche la Repubblica Ceca, di rigori su un’altra delle certezze invece stavolta esclusa, la Danimarca. L’unico italiano infine che fa festa è Vincenzo Montella che riporta la Turchia ai Mondiali 24 anni dopo Corea e Giappone 2002, pensate: colpo di misura in Kosovo.
Quattro finaliste dall’Uefa e due dal Messico a comporre il quadro delle 48 finaliste: nella notte pure gli ultimi due spareggi intercontinentali. Clamorosa la favola dell’Iraq, che tra mille vicissitudini festeggia direttamente battendo 2-1 la Bolivia senza passar dal ripescaggio. Qualificazione tra mille difficoltà aeree, qual dedica migliore al paese, 40 anni dopo alla fase finale di un Mondiale. Festa pure in Congo, che batte 1-0 la Giamaica: l’ultima volta fu Zaire 1974.

