PERUGIA – La polizia di Perugia e il Servizio centrale operativo del Dipartimento hanno individuato una presunta setta operante in Umbria, all’interno della quale sarebbe stata costituita un’associazione a delinquere finalizzata a truffe, estorsioni e violenze sessuali.
Quattro persone sono state fermate: tre uomini, tra cui il fondatore Alfredo Mangone di Rossano, e una donna, sua compagna. Un quinto indagato sarà estradato dall’estero, mentre altre due persone risultano coinvolte a piede libero. L’indagine, coordinata dalla Procura di Perugia, è partita da una segnalazione del padre di un giovane che aveva iniziato a frequentare corsi di alchimia tenuti da un presunto “maestro” della setta.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il ragazzo aveva lasciato il lavoro e la vita familiare per trasferirsi nelle strutture del gruppo, pagando quote mensili al leader. L’associazione, con ruoli ben definiti come “maestro”, “sciamano” o “guaritore”, sarebbe stata organizzata per il reclutamento e la manipolazione degli adepti, minacciandoli di ripercussioni in caso di abbandono.
Gli accertamenti bancari hanno evidenziato versamenti e donazioni per oltre 500mila euro, in parte utilizzati dagli indagati per auto di lusso, gioielli e ristoranti. L’indagine ha inoltre portato alla luce abusi sessuali su una donna, giustificati dal presunto “maestro” come pratiche necessarie per la purificazione dell’anima.
Tre dei fermati sono stati rinchiusi nelle carceri di Perugia e Poggioreale. Per il quinto indagato, residente all’estero, è in corso la procedura di estradizione.

