Caso Delmastro: dal carcere di Viterbo per testimoniare a Roma, Caroccia: “Il Sottosegretario un benefattore”
Cronaca
2 Aprile 2026
Caso Delmastro: dal carcere di Viterbo per testimoniare a Roma, Caroccia: “Il Sottosegretario un benefattore”

 

ROMA – Un lungo corridoio di Piazzale Clodio è diventato, per pochi istanti, il teatro di un drammatico incontro familiare e giudiziario.Da una parte Miriam Caroccia, classe 2006 (nella foto di ieri), appena uscita da un interrogatorio fiume di tre ore; dall’altra il padre, Mauro Caroccia, arrivato sotto scorta della Polizia Penitenziaria partito dal carcere di Viterbo.

L’uomo, figura centrale dell’inchiesta sulla società “5 Forchette”, è attualmente detenuto al Nicandro Izzo, dove sta scontando una pena definitiva di quattro anni per reati analoghi a quelli contestati oggi: intestazione fittizia e riciclaggio con l’aggravante mafiosa.

La linea difensiva: “Delmastro è un benefattore”.

Nonostante il peso della detenzione, Mauro Caroccia non ha rinunciato a difendere l’operato del sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro. Davanti ai magistrati, l’imprenditore ha descritto l’ingresso del politico di Fratelli d’Italia nella società biellese come un puro atto di «beneficenza».

Secondo la versione di Caroccia, egli si trovava in una condizione di grave dissesto economico e il sottosegretario avrebbe accettato di rilevare una quota societaria solo per sostenerlo in un momento di crisi. Un aiuto che, secondo la difesa, sarebbe stato prestato in totale buona fede, prima che Delmastro – uscito dalla società ormai da tempo – apprendesse del passato giudiziario del suo socio attraverso le sentenze della Cassazione.

Il cuore dell’inchiesta della Procura di Roma riguarda però l’origine dei fondi della Srl 5 Forchette. Per gli inquirenti, la società non era altro che un paravento per trasferire e reinvestire i proventi illeciti del clan camorristico dei Senese.Un’accusa pesante che, scrivono i magistrati, «a rigor di logica coinvolgerebbe tutti i soci che ne hanno fatto parte».

L’avvocato difensore dei Caroccia, Fabrizio Gallo, respinge però ogni addebito mafioso con fermezza:«Mauro Caroccia è una vittima della criminalità, ha subito due incendi ai locali ed è stato abbandonato dallo Stato. I Senese frequentavano il ristorante solo perché abitavano vicino; Mauro ha assunto il figlio del boss per un breve periodo, ma non c’è stato alcun flusso di denaro sporco».

Il terremoto politico e le audizioni in Antimafia

Mentre Caroccia veniva riaccompagnato nella sua cella a Viterbo, il caso continuava a scuotere i palazzi della politica. Delmastro si difende con forza, rivendicando la coerenza della sua “battaglia contro la criminalità”, ma le opposizioni non arretrano di un millimetro e chiedono a gran voce le dimissioni. Il fascicolo è ora approdato sul tavolo della Commissione Antimafia.

La prossima settimana, l’ufficio di presidenza valuterà le proposte di audizione per fare luce su una vicenda che vede intrecciarsi ristorazione romana, capitali sospetti della camorra e i vertici del Ministero della Giustizia. Nel frattempo, la società incriminata si prepara a spostare la sua sede legale da Biella a Roma, segnando la fine di un asse societario che ha messo in imbarazzo il governo.