ROMA – Era nell’aria dalle prime ore di stamani. Gravina, sospinto da pressioni mediatiche e soprattutto politiche, ha dovuto cambiare idea: ha rassegnato le sue dimissioni. Adesso è ufficiale: il doveroso terremoto nel calcio italiano dopo l’ennesimo fallimento Mondiale riparte da qui.
Arrivato nelle sede della Federazione di stamani, dove aveva convocato una riunione d’urgenza con tutte le componenti della FIGC, preso atto al contempo di una posizione tutt’altro che ancora robusta in vista del Consiglio federale, non ha potuto attendere settimana prossima.
“A inizio lavori – si legge nel comunicato diramato pochi minuti proprio dalla FIGC – Gravina ha informato i massimi rappresentanti della Lega Calcio Serie A Ezio Simonelli, della Lega B Paolo Bedin, della Lega Pro Matteo Marani, della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete, dell’Associazione Italiana Calciatori Umberto Calcagno e dell’Associazione Italiana Allenatori di Calcio Renzo Ulivieri, di aver rassegnato le dimissioni dall’incarico affidatogli nel febbraio 2025 e di aver provveduto ad indire l’Assemblea Straordinaria Elettiva della FIGC per il prossimo 22 giugno a Roma”.
Già, ha rassegnato a furor di popolo le sue dimissioni. Le prossime elezioni per la nomina del nuovo presidente Federale sono dunque previste per il 22 giugno. Abodi e Malagò, come vi stiamo raccontando, i primi favoriti per la successione. Con l’addio di Gravina, che ha saputo resistere al fallimento di Qatar 2022 e che nel 2025 venne sostanzialmente persino rieletto a pieni voti, salterà anche il suo organigramma, che nei quadri tecnici di Coverciano prevede chiaramente, su tutti, Gattuso e Buffon.

