ROMA – Una giornata determinante per il futuro del calcio italiano, potenzialmente davvero al giorno zero, per un terremoto chiamato concretizzarsi già nel pomeriggio con Gravina che, a dispetto della posizione del mercoledì, sarebbe pronto adesso sì a rassegnare le sue dimissioni. Ma prima ascolterà il parere delle componenti, tra cui una Serie A in cui De Laurentiis spinge verso questa direzione.
Ma intanto, dal punto di vista più tecnico, appare scontata la partenza di Gattuso, che lascerà il ruolo di commissario tecnico della Nazionale A. Con lui anche il capodelegazione, Gigi Buffon. Sarà rivoluzione, ma chi prenderà il loro posto e come sarà ricostruito l’organigramma della prossima nazionale spetterà soltanto al nuovo disegno FIGC stabilirlo.
Intanto trapelano i primi nomi per la ricostruzione, chiaramente. Perché l’argomento scotta e, sebbene il sistema calcio italiano debba esser ricostruito dalla radice, al centro dell’interesse verte sempre la massima espressione o punta dell’apice, il volto più plateale, quindi la Nazionale. In tal caso, poi spetterà a Malagò, Abete o chi per loro (chi prenderà il posto di Gravina e sarà eletto nuovo presidente Federale) prender la decisione più opportuna. Le candidature forti sono quelle di Allegri e Conte: ma se Antonio viaggia verso il terzo anno di Napoli, lo stesso buon Max ha appena riavviato il suo secondo ciclo a Milanello. Ancora tutto nella culla.

