Rivoluzione FIGC, ufficiali anche le dimissioni di Buffon: la lettera d’addio all’Italia
Sport
2 Aprile 2026
Rivoluzione FIGC, ufficiali anche le dimissioni di Buffon: la lettera d’addio all’Italia

Prosegue in maniera dolorosa e tumultuosa il terremoto nella Federazione Italiana Giuoco Calcio. Dopo le dimissioni di Gravina che hanno aperto il pomeriggio capitolino, iniziano ad arrivar quelle del suo organigramma. E come vi avevamo anticipato in mattinata, se quelle di Gattuso sono destinate ad arrivare nei prossimi giorni, arrivano quelle del capodelegazione, Gigi Buffon. Che lascia con una lettera particolarmente sentita al popolo italiano e rivolta a tutto il mondo della Nazionale, di cui è stato emblema e soprattutto saracinesca campione del mondo, da giocatore, ormai in un remotissimo 2006. C’è un aspetto che risalta e che segna la differenza con Gravina: per Buffon atto dal cuore ed immediato dopo la rigorata di Zenica, a dispetto dell’ormai ex presidente che ha deciso per spinta e pressione mediatica e politica. “Rassegnare le mie dimissioni un minuto dopo la fine della gara contro la Bosnia, era un atto impellente, che mi usciva dal profondo – esordisce così nella lettera, per l’appunto – Spontaneo come le lacrime e quel male al cuore che so di condividere con tutti voi. Mi è stato chiesto di temporeggiare per far fare le giuste riflessioni a tutti. Ora che il Presidente Gravina ha scelto di fare un passo indietro, mi sento libero di fare quello che sento come atto di responsabilità, perché, pur nella sincera convinzione di aver costruito tanto a livello di spirito e di gruppo con Rino Gattuso e tutti i collaboratori, nel pochissimo tempo a disposizione della Nazionale, l’obiettivo principale era riportare l’Italia al Mondiale. E non ci siamo riusciti. È giusto lasciare a chi verrà dopo la libertà di scegliere la figura che riterrà migliore per ricoprire il mio ruolo. Rappresentare la Nazionale è per me un onore ed una passione che mi divora fin da quando ero un ragazzino. Ho cercato di interpretare il mio incarico mettendoci tutte le mie energie, guardando a tutti i settori per essere anello di congiunzione, di dialogo e di sinergia tra le varie giovanili, cercando di strutturare, insieme ai vari responsabili, un progetto che partendo dai giovanissimi arrivi fino alla Nazionale U21.Il tutto per ripensare il modo nel quale si allevano i talenti della futura Nazionale maggiore. Ho chiesto ed ottenuto l’inserimento di poche, importanti figure di forte esperienza, che insieme con le competenze già presenti, stanno dando vita a questi cambiamenti necessari con visione a medio e lungo termine. Questo perché credo nella politica della meritocrazia e della specializzazione delle mansioni. Starà a chi di dovere giudicare la bontà di queste scelte. Porto nel cuore tutto, con gratitudine per il privilegio e l’insegnamento che, anche nell’epilogo doloroso, questa intensa esperienza mi lascia. Forza Azzurri sempre”.