Aziende energivore percepiscono agevolazioni non dovute per 2,5 milioni di euro: dodici denunce
Cronaca
3 Aprile 2026
Aziende energivore percepiscono agevolazioni non dovute per 2,5 milioni di euro: dodici denunce

Si è recentemente concluso un piano di controlli varato dal Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di finanza, sulla scorta della collaborazione con l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA),che ha riguardato 13 aziende a forte consumo di energia (cosiddette “energivore”), beneficiarie di incentivi sotto forma di sgravi sulle componenti tariffarie presenti nelle fatture dell’energia elettrica.I soggetti economici “energivori” sono caratterizzati da importanti consumi di energia elettrica richiesti per alimentare la produzione (oltre un milione di KW/h), con effetti che impattano negativamente sui bilanci, ancora più marcati negli ultimi anni, per le dinamiche che hanno investito il mercato internazionale del gas naturale.In tale contesto, con le bollette dell’energia, tra le varie voci di costo, le famiglie e le unità produttive pagano gli oneri generali di sistema, introdotti da specifici provvedimenti normativi. Tali oneri hanno rappresentato una quota crescente e sempre più significativa della spesa totale annua per energia degli utenti finali e per questo, nel tempo, sono state emanate norme recanti misure di sostegno per le unità produttive particolarmente colpite dai rilevanti consumi.Per accedere a tali benefici economici, le imprese devono presentare una dichiarazione alla CSEA (Cassa per iServizi Energetici e Ambientali, Ente pubblico economico vigilato da ARERA), con l’indicazione, tra l’altro, dei dati di consumo dell’energia elettrica, per garantirsi la possibilità di un risparmio direttamente in bolletta.Con l’obiettivo di arginare fenomeni distorsivi nel comparto dell’energia, il Nucleo Speciale Beni e Servizi ha avviato un’analisi su un’ampia platea di utenti finali, e ha individuato società che presentavano elevati indici di rischio economico-finanziario, operanti, in prevalenza, nei settori della lavorazione della plastica, dei metalli, del vetro, nonché della produzione di alimenti e bevande, dislocate in 11 diverse province sul territorio nazionale.Gli accertamenti sugli operatori economici ritenuti a più elevato rischio sono stati eseguiti poi dai competenti Reparti del Corpo, che hanno verificato i dati “autodichiarati” dalle aziende, necessari a costruire i parametri per l’accesso all’agevolazione.

Al termine degli interventi, sono emersi “disallineamenti” nelle dichiarazioni presentate, che hanno permesso ottenere agevolazioni non spettanti per circa 2,5 milioni di euro.I rappresentanti legali di 12 società sono stati segnalati rispettivamente alle competenti Procure della Repubblica,per il delitto di “Indebita percezione di erogazioni pubbliche” e, in alcuni casi, laddove ravvisato il danno erariale scaturito dalla condotta illecita, anche alle Procure Regionali della Corte dei conti.Sono state segnalate anche le società per la responsabilità amministrativa degli enti, per effetto dei reati commessi dai propri amministratori nel loro interesse o vantaggio.