MILANO – Un messaggio al campionato. Statement, forte e manifesto. Nella notte di Pasqua l’Inter schianta la Roma e riparte più forte che mai, all’ultimo curvone di stagione. Brutale dimostrazione di intenti, quelli tricolori. Domani, comunque vada, Chivu prenderà punti su almeno una delle concorrenti, se non entrambe.
A San Siro Mancini spaventa e annulla a sorpresa il vantaggio dopo pochi istanti di Lautaro, che non poteva sognar ritorno migliore. Ci pensa Calha, con un bolide da Marte, a riportare avanti l’Inter all’intervallo lungo. La partita cambia ad inizio ripresa, quando superficialità giallorosse significano doppietta di Martinez: ha rodato eccome durante la sosta: eccolo, il capocannoniere che spedisce in orbite galattiche le fertilità nerazzurre. Un colpo duro da digerire per la Roma che lì si sgretola ed in dieci minuti concede ancora: prima Thuram suggella una prestazione da vecchie maniere col ritorno al gol dopo due assist, (altro elemento su cui il rientro di Lautaro fa tutta la differenza del mondo), quindi Barella per l’esplosione di San Siro e 5-1 a mezzora dalla fine. Bandiera Pellegrini, non si sblocca solo Dumfries, ma pura accademia nerazzurra: 5-2, manita e sveglia, ineccepibile.
Per la Roma musi lunghi. Ancora fragilità mentali e difensive, Gasp sotto accusa. In casa Inter non si poteva desiderare Pasqua migliore: domani sera comodamente sul divano, tra Napoli e Milan si elegge soltanto chi potrà nutrire qualche piccola speranza ormai ridotta al lumicino.

