Nemmeno il Giro delle Fiandre. No, quel mostro di Pogacar ha evidentemente intensione di prendersi tutto, proprio tutto, senza lasciar alcuna gloria o kermesse ai suoi concorrenti. Ormai parla una lingua che ai giorni d’oggi comprende solo lui: quella della storia, flirta solo coi record, dialoga solo coi più grandi del passato.
Fiocca pure il Giro delle Fiandre 2026. Il secondo consecutivo, il terzo degli ultimi quattro anni. A 60 km dalla fine mette insieme i migliori, ci balla e ci danza e poi li semina a 20 km dal traguardo. Un podio onorevole e prestigioso, tra l’altro, completato da Van der Poel ed Evenepoel: con Pedersen quinto, quattro campioni del mondo nei primi cinque posti.
Pensate il livello degli avversari battuti e demoliti da Pogacar. Stacca un set di concorrenza fortissimo nel ciclismo dei giorni d’oggi, ma lo stacca e lo domina a tal punto da lasciar numeri razionali e viaggiare in orbite di galassie che sanno solo di storia.
Per lui, che ha iniziato il 2026 più forte di come aveva lasciato il 2025, dopo Siena e Sanremo arriva un’altra Monumento; adesso l’obiettivo diventa la Roubaix: da Parigi partirà la rincorsa all’unica che ha ancora non ha mai vinto. Record su record e percorsi nella storia: Pogacar, generazionale.

