La decisione della Suprema Corte frena l’ondata di ricorsi: taratura periodica e manutenzione garantiscono la validità della sanzione anche senza certificato ministeriale.
ROMA – Una recente ordinanza della Corte di Cassazione, la n. 7374 del 27 marzo 2026, segna una svolta nei contenziosi sulle sanzioni stradali. Secondo gli ermellini, le multe per eccesso di velocità restano valide anche se il dispositivo non possiede la formale omologazione ministeriale, a patto che sia stato regolarmente tarato.
Il principio stabilito dai giudici stabilisce che l’affidabilità delle misurazioni è garantita dalla manutenzione periodica e dalle verifiche effettuate entro i 12 mesi, come previsto dalla norma. Per la Suprema Corte, dunque, la taratura prevale sul certificato di omologazione ai fini della prova del superamento dei limiti.
Questa pronuncia è destinata a frenare l’ondata di ricorsi che negli ultimi mesi aveva messo in crisi molti Comuni italiani. Resta tuttavia aperto il dibattito giuridico sulla distinzione tecnica tra i due requisiti, ma per ora il messaggio è chiaro: se lo strumento è verificato, la multa non si annulla.

