BARCELLONA – La seconda notte di quarti di Champions descrive la sorpresa più grande. Perché l’Atletico resta storicamente osso duro, durissimo. Il tempo scorre ed il calcio forse cambierà pur volto, ma Simeone sa sempre reinventarsi maniere per rovinarti serate. Quelle del Barcellona, in questo caso.
L’Atletico vince 2-0 l’andata.. a Barcellona. Al tramonto del primo tempo il Barca resta in 10 per l’espulsione Cubarsí che complica i piani blaugrana; ma non è tutto, oltre il danno anche la beffa, perché proprio su quella punizione Julian Alvaraz pesca il jolly che incanala la serata e porta i Colchoneros avanti. Gol pesantissimo, che fa a capire a tutto il nuovo Camp Nou che i piani non sarebbero andati come desiderato. Il Barcellona spinge, per matrice e tradizione; ma Yamal è intrappolato (super Ruggeri..) ed in contropiede l’Atletico sa farti male: organizzazione difensiva ed idee limpidissime in ripartenza, Simeone non aspettava altro, raddoppia Sorloth. Il Barcellona si schianta, l’Atletico riparte e colpisce: finisce 2-0, qualificazione adesso tutta Colchoneros. Al Barcellona servirà un’impresa nella tana del Wanda Metropolitano.
Stessa storia nell’altro quarto di serata, in prospettiva ritorno. Anfield è sempre Anfield ma anche il quarto sembra tutto transalpino, come un anno fa. Il PSG ha battuto 2-0 il Liverpool, o quel che ne resta. Doué in apertura, super Kvara in piena ripresa. I Reds chiudono la prima partita, sei anni dopo l’ultima volta, senza tirar mezza volta nello specchio della porta; quarta sconfitta consecutiva in trasferta, tra l’altro, dopo il poker City che sabato ha significato pure rovente eliminazione FA Cup. Insomma, inevitabile l’addio di Slot a fine stagione, ragionevole.


