Civitavecchia – Centomila euro nascosti nel wc del b&b, la Cassazione conferma il sequestro al 29enne accusato di spaccio
Cronaca
8 Aprile 2026
Civitavecchia – Centomila euro nascosti nel wc del b&b, la Cassazione conferma il sequestro al 29enne accusato di spaccio
Il giovane, incensurato e titolare di un b&b, aveva presentato ricorso contro l’ordinanza del tribunale

Civitavecchia – Resta sotto sequestro la somma di centomila euro trovata nascosta nel bagno dell’abitazione di un affittacamere di 29 anni, arrestato lo scorso 6 ottobre dai carabinieri mentre cedeva una dose di cocaina da cento euro. La decisione è stata confermata dalla Corte di Cassazione, che ha ritenuto legittimo il provvedimento già disposto nei mesi scorsi.

Il giovane, incensurato e titolare di un b&b, aveva presentato ricorso contro l’ordinanza del tribunale del Riesame di Roma che, pur restituendo i telefoni cellulari sequestrati, aveva confermato il provvedimento del gip di Civitavecchia emesso il 13 ottobre 2025. Il sequestro della somma era stato disposto nell’ambito dell’indagine per presunta attività di spaccio ritenuta continuativa.

Secondo la difesa non vi sarebbe stato alcun collegamento diretto tra il denaro sequestrato e l’unico episodio contestato, cioè la vendita di un grammo di cocaina per cento euro. Gli investigatori, invece, hanno sostenuto che la cifra rinvenuta fosse riconducibile a un’attività di spaccio più ampia e sistematica.

Le indagini erano partite dopo la segnalazione della madre di un consumatore di stupefacenti, preoccupata per le condizioni del figlio e per i debiti contratti a causa dell’uso di cocaina. La donna aveva indicato ai carabinieri il presunto fornitore, riferendo che il giovane si era indebitato per oltre 1400 euro.

I militari avevano quindi avviato accertamenti e sorveglianze, arrivando a identificare il 29enne e a documentare la cessione di una dose. Durante la successiva perquisizione domiciliare erano stati trovati appunti con nomi e cifre annotati su un’agenda, materiale per il confezionamento delle dosi, telefoni cellulari e diverse somme di denaro. La parte più consistente, pari a 90mila euro, era stata scoperta all’interno di una sacca nascosta nella cassetta di scarico del wc, mentre altri contanti erano stati rinvenuti in casa.

Il tribunale ha ritenuto la cifra incompatibile con i redditi dichiarati dal giovane, che per l’anno d’imposta 2024 risultavano pari a circa 13mila euro derivanti dall’attività di affittacamere. Anche l’analisi delle fatture elettroniche del 2025 ha evidenziato incassi considerati modesti e non tali da giustificare una disponibilità liquida così elevata.

Gli accertamenti bancari hanno inoltre evidenziato la presenza di un saldo attivo di poco superiore ai 43mila euro sul conto intestato al 29enne, elemento che, secondo i giudici, confermerebbe l’incompatibilità tra i redditi ufficiali e la somma trovata nascosta.

Determinanti, secondo i magistrati, anche le modalità con cui il denaro era stato occultato. La scelta di nascondere una cifra così ingente all’interno della cassetta del wc, invece di depositarla in banca come avveniva per i proventi dichiarati, è stata ritenuta un ulteriore indizio della possibile origine illecita del denaro.