MADRID – Notti di Champions straordinarie. Purtroppo ad ammirarle da casa, tutte le italiane. A render ancor più forte il conflitto tra livello attuale del calcio italiano, anche per club, quello estero. A render ancor più forte lo stesso sentore e quel distacco che c’è e che spiega il terzo fallimento consecutivo dell’Italia senza Mondiali.
Ieri a Madrid, nonostante tante altre realtà e potenze, forse la finale anticipata. Con quel Bayern che è quella che abbina calciatori d’assoluto spessore e collettività meglio di tutte le altre. L’esperienza di Kane, i guizzi di Diaz e quelli di Olise versione Yamal, ma soprattutto le parate dell’eterno Neuer: infinito, a 40 anni come se fosse quello di due decenni fa. Incredibile, a parar tutto, nel massimo tempio del Bernabeu. Dall’altra parte il Real in transizione Arbeloa: singoli mostruosi, ma assai poco squadra. Il risultato ha fatto 2-1 e colpo bavarese all’andata, ma tutto aperto in vista del ritorno: il Bayern non l’ha chiusa, ed il Real resta sempre il Real.
L’Arsenal, senza brillare, era quella che aveva il quarto più semplice: a Lisbona solo Havertz in pieno recupero, ma prima o poi troverà squadroni sul suo percorso. Probabilmente il Barcellona di Flick che, dopo aver chiuso la Liga, punta alla Champions: stasera primo atto col velenoso Atletico di Simeone, sempre osso durissimo per chiunque. Contestualmente l’altra grande sfida: il PSG favorito campione in carica con quel che resta col Liverpool di Slot. In questo momento il Bayern sembra aver di più delle altre tre: PSG, Real e proprio Barcellona. Da qui a maggio, la più prestigiosa verità.

