CIVITAVECCHIA – Le forze di maggioranza prendono atto del comunicato con cui i gruppi consiliari di opposizione sono intervenuti sulla vicenda delle alberature di piazza Regina Margherita. Ne prendono atto, e ne restituiscono la misura reale: un atto di opportunismo politico che si regge sulla rimozione sistematica dei fatti e delle proprie responsabilità. Il fatto centrale, che l’opposizione sceglie di non nominare, è uno solo: il progetto di restyling della piazza — finanziato con oltre tre milioni di euro di fondi PNRR — è stato concepito, redatto e strutturato durante le amministrazioni di centrodestra. Quel progetto prevedeva la rimozione totale delle alberature esistenti, senza alcuna previsione di ripiantumazione. Una piazza nuda. Nessun leccio, nessun albero adulto al suo posto. Il silenzio del centrodestra su questo punto non è dimenticanza: è la consapevolezza che nominarlo renderebbe insostenibile l’intera posizione assunta oggi. L’attuale amministrazione ha ereditato un progetto vincolato — nei contenuti, nelle scadenze e nei rapporti con la Soprintendenza — e ha scelto di non subirlo passivamente. L’assessore Giannini ha commissionato nuove perizie agronomiche, una valutazione indipendente affidata all’Università della Tuscia, ha aperto un tavolo tecnico con la Soprintendenza, in questo modo si è ridotto il numero degli abbattimenti ai soli esemplari certificati come strutturalmente compromessi e pericolosi per l’incolumità pubblica, e si è garantito che almeno due alberi resteranno in sede. Soprattutto, si è prevista la ripiantumazione di dodici lecci adulti direttamente nella piazza, oltre a circa sessanta nuove alberature distribuite sul territorio comunale. Il progetto che ci aveva consegnato il centrodestra non prevedeva niente di tutto questo. L’opposizione definisce questo percorso “confuso, contraddittorio e costoso”. È una lettura che capovolge il senso degli eventi. Ogni perizia aggiuntiva non è stata un errore amministrativo: è stata uno strumento per salvare più alberi di quanti il progetto ereditato avrebbe lasciato in vita.
I costi di quegli approfondimenti tecnici sono il prezzo pagato per sottrarre all’abbattimento esemplari che il piano originale del centrodestra avrebbe eliminato senza nemmeno chiederselo. Se questa è inefficienza, è un’inefficienza che ha prodotto un risultato migliore di quello che i firmatari del comunicato avrebbero ottenuto con la loro gestione. Vale poi la pena soffermarsi su un passaggio specifico delle critiche, quello relativo alla “credibilità dell’azione amministrativa”. Viene rimproverato all’assessore Giannini di avere alimentato aspettative che poi non si sono tradotte nel salvataggio di tutti gli alberi, quando invece ha mostrato impegno e buona fede. Ci chiediamo quale credibilità abbiano, su questo terreno, forze politiche che hanno prodotto un progetto che avrebbe raso la piazza al verde senza lasciare un solo esemplare e senza prevedere un solo leccio in sostituzione. Non avevano allora parole per gli alberi. Le trovano oggi, quando la situazione è già definita, le perizie sono depositate e i lavori sono avviati. Siamo convinti che i cittadini di Civitavecchia sappiano distinguere tra chi amministra e chi strumentalizza. La piazza sarà riqualificata, gli alberi che potevano essere salvati sono stati salvati, quelli abbattuti saranno sostituiti con dodici lecci adulti nella stessa piazza. Il mercato tornerà a funzionare in uno spazio degno. Questo è il risultato. Il resto è campagna elettorale permanente. *I gruppi consiliari di Alleanza Verdi Sinistra, Movimento 5 Stelle, Partito Democratico e Unione Civica*

